Tutti con Antonella Sberna, ma nel partito (al di là degli ordini di scuderia) arrivano i mal di pancia
fratelli d'italia
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VITERBO - Però non è tutto oro quello che luccica, anche se poi il racconto non può che essere questo. La candidatura della "sorella d'Italia" sta creando più di un mal di pancia negli intestini del partito meloniano locale.

VITERBO – Fratelli d’Italia riesce a ottenere una candidatura alle elezioni europee per un viterbese, meglio per una viterbese. E’ quello di Antonella Sberna il nome scelto dai fratelli etruschi e, potete giurarci, il partito locale spingerà per fare ottenere il massimo risultato a questa ragazza che ha un percorso sicuramente di livello dalla sua.

Però non è tutto oro quello che luccica, anche se poi il racconto ufficiale non può che essere questo. La candidatura della “sorella d’Italia” sta creando più di un mal di pancia negli intestini del partito meloniano locale. A borbottare, più o meno con il silenziatore inserito, sono diversi militanti storici, persone che hanno dato tanto del loro tempo alla costruzione del sogno di Giorgia, anche quando il neonato partito era intorno al 2% e tutto sembrava più che un sogno un miraggio di un gruppo di cammellieri nel deserto. 

Ora il sogno di Giorgia è grandissimo e Fratelli d’Italia è il primo partito nella nazione e nella Tuscia. Molto ramificato, strutturato, serio. Sberna, in tutto questo sognare, ha una sorta di peccato originale: quando tutto cominciò lei non c’era. Sedeva infatti nelle fila del berlusconismo, dove è rimasta fino a una manciata di anni fa. Poi il passaggio a Fratelli d’Italia e il cambio di casacca con le ultime comunali. Un dato di fatto che fa storcere più di un “muso” all’interno del partito.

Ma non è l’unico tallone d’Achille. Infatti, come noto, Antonella Sberna è anche moglie dell’attuale consigliere di Fratelli d’Italia in Regione Lazio Daniele Sabatini. Anche lui non è un meloniano della prima ora e anche lui è entrato nel gruppone dopo essere appartenuto ai berlusconiani in qualche modo. 

Due novelli “fratelli” che, in pochissimo tempo, si sono presi ruoli apicali nella struttura storica e questo, al di là degli abbondanti voti personali, sta finendo per creare un qualche malessere di sottofondo. Anche perché tra i meloniani rimangono sacche di destra sociale, frangia che ha una visione particolare delle cose ed è molto sensibile ai soldi e alla ridistribuzione di questi. Per la mentalità da destra sociale qualsiasi accentramento di ricchezza nelle mani di qualcuno è fumo negli occhi e c’è già chi ha iniziato a fare i conti in casa Sabatini dove allo stipendio del marito da consigliere regionale si potrebbe andare a sommare anche quello della moglie da europarlamentare. Fare i conti nelle tasche altrui, siamo d’accordo, è una prospettiva un po’ di retroguardia nel mondo di oggi però fa borbottare e manda il sangue al cervello a chi è fatto in quel modo.

Così la bella notizia di una candidatura viterbese alle europee (un europarlamentare può fare comodo a un territorio) di fatto agita gli animi nel partito in cui questa candidatura nasce. Qualcuno si domanda perché non il coordinatore provinciale Massimo Giampieri che per lungo tempo si è speso nel dare solidità ai “fratelli” locali? Altri individuano in questa occasione data al territorio la possibilità di lanciare anche altre figure emergenti nel partito anziché una nota consigliere comunale del capoluogo. Anche perché considerando la forza di Fratelli d’Italia su Viterbo città si poteva cogliere l’occasione per andare a “potenziare” e dare carburante ad altre parti della Tuscia. Tanti i ragionamenti attivati dall’annuncio, al di là della compattezza dell’apparenza. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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