Squadra che perde non si cambia: per la Capitale della cultura si riparte da Margottini

Squadra che perde non si cambia: per la Capitale della cultura si riparte da Margottini

L'assemblea aperta con le realtà culturali del territorio si è aperta con molte proposte, alcune fuori luogo, e con svariati no a Sgarbi-testimonial.

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Capitale della cultura: al primo round vari no a Sgarbi testimonial e un Sindaco che prova a scindere i concetti di cultura e turismo. Dopo una partecipazione buttata al vento per essere andati fuori tema, il Comune ci riprova, confermando la presenza di Claudio Margottini. Il primo dei non eletti di Viva Viterbo alle scorse elezioni comunali e coordinatore del Comitato scientifico del 2015, ha aperto questa mattina il nuovo corso dell’improbabile partecipazione (perché ancora non è decisa) al bando che scadrà a fine maggio e che assegnerà il titolo per il 2018, con un racconto del suo studio del territorio e del posizionamento sul web di Viterbo.

Questa mattina si è tenuta l’assemblea pubblica con la novità dell’ascolto delle realtà culturali del territorio o almeno di quelle (una cinquantina) che hanno risposto rispetto ai 600 inviti fatti dall’amministrazione comunale. Poche le idee, tanta la confusione e troppe le volte in cui si è andati, ancora, fuori tema parlando di temi, piuttosto che di strategie.

In apertura l’intervento del sociologo Mattioli con una sorta di lectio magistralis sul concetto di cultura: “Dobbiamo puntare – ha poi aggiunto – sul patrimonio, sull’ambiente e sulla solidarietà”. Un intervento che ha aperto la carrellata delle proposte sulle cose sulle quali investire. Molti infatti i richiami a Santa Rosa, alla via Francigena, a Villa Lante, alle radici di questa città, alla sua bellezza, ma pochi i contributi al dibattito sulle modalità di coinvolgimento della città e sulle modalità di inclusione.

Tra questi, però a sorpresa, anche il sindaco Leonardo Michelini che ha esortato a fare uno scatto in avanti, riconoscendo a mezza bocca gli errori dell’anno passato. “Bisogna fare rete – ha spiegato – serve un modello di cultura diffusa che non sia pensata per i turisti, ma per la città. Viterbo non può vivere di rendita culturale, bisogna fare una scommessa”.

Insieme al sindaco, ci ha provato anche Mario Brutti a fare un ragionamento di sistema. Il presidente della Fondazione Carivit ha elegantemente chiesto di ripartire dagli errori studiando le motivazioni di rigetto della proposta di un anno fa. Ci hanno provato anche Antonio Rocca (Egidio17), primo del fronte del No a Vittorio Sgarbi, Marco Trulli (Arci Viterbo) e Gian Maria Cervo (Quartieri dell’Arte), che prima ancora di parlare del “cosa” mettere nella proposta, hanno cercato di parlare del “come” e “se” andare avanti.

“Servono know-how e professionalità – ha detto Cervo – e bisogna individuare pratiche precise che riempiano i concetti di innovazione e inclusione sociale. Se no si fa demagogia e al Ministero si accorgono facilmente se il progetto non è organico”. “Quel che è mancato è stato il metodo – ha aggiunto Trulli -. Serve un modello di condivisione, la politica deve garantire trasparenza e partecipazione, se no rischiamo di frustrare di nuovo le aspettative. Serve un progetto di Città e forse Viterbo prima che puntare ad essere la Capitale d’Italia dovrebbe puntare ad essere la Capitale della Tuscia”.

Per quanto riguarda Sgarbi-testimonial (qui), l’assessore alla cultura Delli Iaconi ha spiegato che non è stato formalizzato nulla, ma l’idea ha comunque fatto discutere. Tra tutti Antonio Rocca: “Con il contributo di Vittorio Sgarbi – ha detto – stiamo scambiando con la National Gallery di Londa la Pietà di Sebastiano del Piombo con un Liberale da Verona: è come scambiare una Ferrari con una Cinquecento. Queso approccio dimostra come sia una scelta pessima”.

Claudio Margottini, criticato per il suo invito considerato demagogico da alcuni relatori ad “essere in 60.000 a partecipare al bando”, ha poi replicato sostenendo che non si tratta di demagogia ma di un sogno. “Dobbiamo – ha aggiunto – attirare l’attenzione del mondo”. Per quanto riguarda il futuro, non è ancora chiaro quale sia la strategia e la decisione sulla partecipazione al bando. Assenti infine i sindaci dei comuni della provincia, invitati in massa dall’amministrazione. Un dato su cui riflettere.