Cartellonistica turistica, Marini: “Consiglierò al prossimo sindaco di rimuovere quello scempio”

Cartellonistica turistica, Marini: “Consiglierò al prossimo sindaco di rimuovere quello scempio”

“Se fossi stato sindaco e si fossero presentati in Comune con un progetto del genere li avrei mandati a casa”. Questo è il commento di Giulio Marini, oggi consigliere d'opposizione nelle file di Forza Italia, sulla segnaletica turistica della città di Viterbo.

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“Se fossi stato sindaco e si fossero presentati in Comune con un progetto del genere li avrei mandati a casa”. Questo è il commento di Giulio Marini, oggi consigliere d’opposizione nelle file di Forza Italia, sulla segnaletica turistica della città di Viterbo.

“Con i vostri articoli avete riaperto una ferita sulla città. L’indifferenza stava avendo la meglio sulla triste vicenda di una segnaletica non idonea a fare il suo lavoro, quello di rendere migliore la visita turistica di Viterbo. Sono tanti i lati “oscuri” o le pecche del progetto realizzati. Alcuni lampanti, come il discorso delle altezze che giustamente state sottolineando – continua Marini -. Forse l’amministrazione Michelini è lungimirante e sta attendendo l’arrivo di fiumi di cinesi, notoriamente di statura minuta”.

La butta sulle battute l’ex sindaco, che pure aveva fatto presente da subito la criticità oggettiva. “Bisognerebbe studiare tanto il marketing, prima di improntare iniziative volte alla valorizzazione della città – rilancia il forzista -. Le altezze a cui si collocano i prodotti sono fondamentali, evidentemente questo concetto basilare è sfuggito. Tanto a chi ha confezionato la segnaletica turistica quanto all’amministrazione Michelini, che ha pagato il lavoro con i soldi dei viterbesi. Non si capisce con quale coraggio un’amministrazione comunale possa avere dato il proprio assenso a quella cosa”.

Poi promette di suggerire al prossimo candidato sindaco del centrodestra, le votazioni sono tra poco meno di due anni, di inserire nel proprio programma la rimozione dei cartelli esistenti oggi e la loro sostituzione con altri più idonei. “Ritengo che se vogliamo costruire uno sviluppo turistico serio non è ipotizzabile sottovalutare questo aspetto”, conclude Marini.