Cartellonistica per turisti a Viterbo, Buzzi: “E' uno scempio”
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“Va bene che siamo la città dei papi ma costringere i turisti in visita a Viterbo a genuflettersi per poter leggere i cartelli turistici sembra un po' esagerato”. Commenta così Luigi Buzzi, consigliere comunale d'opposizione per Fratelli d'Italia, il ragionamento aperto da La Fune sulla segnaletica turistica viterbese.

“Va bene che siamo la città dei papi ma costringere i turisti in visita a Viterbo a genuflettersi per poter leggere i cartelli turistici sembra un po’ esagerato”. Commenta così Luigi Buzzi, consigliere comunale d’opposizione per Fratelli d’Italia, il ragionamento aperto da La Fune sulla segnaletica turistica viterbese.

Poi aggiunge: “A distanza di un anno non è stato fatto niente per migliorare la situazione. Il Comune ha pagato una nuova cartellonistica inefficace, che aggiunge ulteriori problemi invece di rappresentare una soluzione. Siamo al paradosso. Pensate che circa un anno fa, quando ci fu il problema delle traduzioni maccheroniche dall’inglese, sollevammo il problema dell’altezza delle scritte in consiglio comunale. All’epoca l’assessore competente Alvaro Ricci disse che avrebbero provveduto a correggere la criticità. Ancora una volta non ci resta che constatare il fatto che gli impegni presi da questa amministrazione non vengono rispettati”.

Buzzi ironizza sulla propria statura: “Non sono certo un gigante eppure anche io devo abbassarmi. La segnaletica turistica della città, già carente, è stata ulteriormente aggravata da altri problemi. Siamo di fronte a uno scempio. Anche la scelta dei cartelli che indicano percorsi è, a mio avviso, discutibile. Manca una narrazione vera della città e si genera grande confusione nel visitatore”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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