Vallerano dichiara guerra allo spaccio di droga nei suoi boschi
Foto paese di Vallerano
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VALLERANO - "La mozione è stata approvata all'unanimità -informa Polidori- ed il suo contenuto impegna il sindaco, la giunta e lo stesso consiglio a coinvolgere anche i comuni limitrofi, la Comunità Montana e la Riserva del Parco Naturale dei Cimini in un intervento atto ad eradicare sul nascere il fenomeno ovunque se ne presenti la necessità."

VALLERANO – Il consiglio comunale di Vallerano approva all’unanimità un’importante mozione, presentata dalla minoranza, sulle piazze boschive di spaccio.

Cresce ogni giorno in Italia il numero delle zone boschive a ridosso delle città e dei centri abitati soggette al preoccupante fenomeno dello spaccio di stupefacenti, e molte zone della Tuscia non fanno eccezione. Al lavoro degli inquirenti è fondamentale affiancare una forte presa di posizione della politica locale, che ne supporti l’ampiezza e la profondità d’azione nelle Amministrazioni.

Questa la ragione che ha spinto i consiglieri Jacopo Polidori e Giuseppe Troncarelli del gruppo Alternativa Civica Vallerano a rendersi promotori della forte istanza di sicurezza proveniente da numerosi cittadini, sottoscrivendo una mozione sull’argomento e chiedendo che fosse messa all’ordine del giorno del consiglio comunale del 22 aprile scorso. 

“La mozione è stata approvata all’unanimità -informa Polidori- ed il suo contenuto impegna il sindaco, la giunta e lo stesso consiglio a coinvolgere anche i comuni limitrofi, la Comunità Montana e la Riserva del Parco Naturale dei Cimini in un intervento atto ad eradicare sul nascere il fenomeno ovunque se ne presenti la necessità.”

“Abbiamo elencato inoltre -prosegue Troncarelli- le molteplici ragioni per cui è necessario e non più rinviabile che il sindaco allerti le autorità preposte affinché intensifichino i controlli sulle aree sensibili al problema”.

“C’è da augurarsi -concludono- che tutte le Amministrazioni – nella nostra Provincia ed ovunque in Italia – discutano ed approvino in Consiglio una mozione del genere: la politica non può esimersi dal mostrare i denti dinanzi a minacce collettive così pericolose”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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