Capitale della cultura 2018: si riparte da Sgarbi anziché dal territorio

Capitale della cultura 2018: si riparte da Sgarbi anziché dal territorio

Entro metà novembre saranno individuate le 10 finaliste e poi entro il 31 gennaio 2017 la vincitrice del titolo. Rispetto al bando per le Capitali 2016 e 2017, quello pubblicato per l’edizione 2018 non parla del premio di 1 milione di euro.

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Viterbo capitale della cultura, dopo la musata dell’anno scorso, riparte con lo stesso spirito: dall’alto e non dal basso. Il Comune di Viterbo ha deciso di correre per il titolo di Capitale della cultura 2018, analogamente a quanto fatto l’anno passato quando in palio c’erano le candidature per il 2016 e il 2017.

Una competizione, quella dell’anno scorso, che aveva messo in luce una serie di carenze dell’amministrazione comunale nella consapevolezza del mondo culturale cittadino, nel rapporto con le realtà associative e, soprattutto, nella capacità di lettura delle direttive ministeriali finendo per essere esclusa dalla finale a causa di un dossier presentato “fuori tema”. Insomma, il peggior risultato possibile. Dodici mesi dopo quell’avventura fatta di professori e per nulla rappresentativa delle realtà culturali della città, Viterbo avrebbe deciso di ripartire di slancio, come scrive ViterboNews24, insieme al critico Vittorio Sgarbi che avrebbe sollecitato la candidatura.

La speranza è che questa volta il Comune faccia crollare le proprie certezze e si spenda affinché il territorio sia coinvolto, quantomeno perché lo chiede il Ministero. Un territorio che essendo stato più volte denigrato, potrebbe anche decidere di non rispondere.

“L’iniziativa – scrive il Ministero – è volta a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la creatività, l’innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo”.

Cosa deciderà di fare il Comune è tutto da vedere. Le modalità e i tempi di partecipazione invece sono conosciuti, nella speranza di non andare ancora fuori tema. “Le città che intendono candidarsi al titolo per l’anno 2018, devono presentare entro il 31 maggio”. Entro metà novembre saranno individuate le 10 finaliste e poi entro il 31 gennaio 2017 la vincitrice del titolo. Rispetto al bando per le Capitali 2016 e 2017, quello pubblicato per l’edizione 2018 non parla del premio di 1 milione di euro.