
VITERBO – Meglio la ztl e il deserto nella zona monumentale della città o trovare un equilibrio che permetta a ristoranti e locali di lavorare e alle persone di godersi la città? Questo il dilemma amletico che i titolari della attività vorrebbero porre sul tavolo di Palazzo dei Priori.
Il tema è di quelli controversi e scottanti. Negli ultimi anni la città dei papi è riuscita a liberare diverse piazze cittadine del centro storico dall’assedio delle auto e rendere possibile la passeggiata in sicurezza nella zona monumentale di Viterbo. Sono lontani i tempi in cui piazza San Lorenzo si trasformava in area sosta e la stessa cosa accadeva a Santa Maria Nuova e San Carluccio.
Il problema è che la liberazione, giusta, dalle auto non ha prodotto i risultati sperati: vedere queste stesse vie e piazze riempirsi di persone. Se il tema ha una logica a parte per i fine settimana, dove comunque un discreto giro c’è e i registratori di cassa non piangono, per gli infrasettimanali il problema è serio.
Il dovere parcheggiare lontano da certe vie e piazze dove si trovano i ristoranti scoraggia i clienti e gli incassi vanno a picco. Così sono in molti a sostenere l’importanza di un correttivo valido dal lunedì al venerdì, per permettere a ora pasti l’accesso in auto anche nella zona monumentale. “Un modo – ci dice un ristoratore – per dare un po’ d’ossigeno alle nostre attività. Diventa complicato pensare di aprire per uno-due tavoli a sera. Di fatto lavoriamo solo il sabato e chiunque può intuire che non è la strada per durare molto a lungo. L’amministrazione comunale dovrebbe rivedere il discorso ztl durante la settimana o magari immaginare di servire la zona con servizi di trasporto pubblico con piccole navette”.
Per il centro storico di Viterbo, dove le cose sono complicate da un’assenza cronica di parcheggi (solo in parte risolta dalla felice intuizione dell’ascensore di Valle Faul, il dilemma tra “l’essere o non essere” resta un evergreen.


















