Zoncheddu (Caritas): “Quelli che oggi si presentano non sono i poveri a cui eravamo abituati”
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VITERBO - Iniziano ad affacciarsi sulla Tuscia problemi di povertà da Covid-19. Il campanello d'allarme è suonato alla Caritas Diocesana.

VITERBO – Iniziano ad affacciarsi sulla Tuscia problemi di povertà da Covid-19. Il campanello d’allarme è suonato alla Caritas Diocesana. Abbiamo contattato Luca Zoncheddu, direttore Caritas Diocesana di
Viterbo, che è stato molto chiaro: “Quelli che oggi si presentano non sono i poveri a cui eravamo abituati”.

La Caritas è sempre in prima linea per fare fronte alla povertà ma nelle ultime settimane l’impegno e il carico si sono fatti più gravosi. Il morso del virus si sta facendo sentire sul tessuto sociale del Viterbese e iniziano a esserci diverse famiglie in difficoltà. 

Soprattutto c’è richiesta di pacchi alimentari. Come la Caritas Diocesana, coordinandosi con il mondo del terzo settore locale, sta facendo fronte alla nuova situazione ve lo racconteremo nel dettaglio domani mattina su La Fune. 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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