Zanzare, al via il piano di sorveglianza
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ROMA - L'assessore regionale D’Amato: "Mantenere alto il livello di attenzione su prevenzione e ruolo dei comuni per la disinfestazione".

ROMA – Il ministero della Salute ha prorogato il Piano nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare invasive con particolare riferimento ai virus della Chikungunya, Dengue e Zika.
Nello specifico il periodo in cui dovrà essere potenziato il sistema di sorveglianza viene esteso dal 1° maggio al 30 novembre (anziché dal 1° giugno al 31 ottobre).
I casi umani dovranno essere segnalati dal medico che sospetta il caso sulla base del criterio clinico ed epidemiologico alla Asl competente entro 12 ore e inviati tempestivamente i campioni per la diagnosi di laboratorio. Dal canto suo la Asl provvederà a trasmettere la notifica al Seresmi – Spallanzani (servizio Regionale per l’Epidemiologia, Sorveglianza e controllo delle Malattie Infettive) ed alla Asl di residenza.
In caso di positività il medico provvederà ad aggiornare e ritrasmettere la scheda di sorveglianza alla Asl di competenza che a sua volta la trasmetterà alla Asl di residenza e del luogo di lavoro, mentre il Seresmi trasmetterà al ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità.
“I casi di Chikungunya degli anni passati hanno evidenziato l’importanza della prevenzione e del controllo dell’insetto che trasmette questa malattia: la zanzare tigre” ha dichiarato l’Assessore alla Sanità e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato.
“E’ importante seguire le indicazioni del Piano e credo sia fondamentale mantenere alto il livello di attenzione e prevenzione per essere in grado di fornire risposte adeguate ed evitare eventi epidemici di rilevanza sanitaria” conclude D’Amato.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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