
Per l’intera mattina di venerdì 27 febbraio, a Viterbo, si svolge all’Università della Tuscia un appuntamento per certi versi insolito: la 1^ Conferenza del Verde “per la promozione – si legge sulla locandina – di una diffusa cultura del verde da arredo urbano meramente estetico a elemento strategico per la salute, l’ambiente, il paesaggio e lo sviluppo del Paese“. Un ricco programma di interventi in cui amministratori pubblici, funzionari ministeriali, dirigenti di settore, rappresentanti di ordini professionali, docenti e ricercatori universitari illustrano temi e questioni del verde urbano sotto tutti gli aspetti, con tanto di progetto annunciato per far rinascere Pratogiardino.
L’intento, come sempre, è nobile ma poi bisogna aspettare i fatti. Perché la conferenza venerdì a ora di pranzo è bella che finita, ma la città resta e non è che diventa “verde” da un giorno all’altro, neanche venisse Hulk ad amministrarla. Che io ricordi, nelle mie trentadue primavere di cui almeno trenta passate da queste parti, Viterbo non è che abbia mai ambito con veemenza a diventare “città giardino”. Anzi, c’è stato più cemento che altro.
Villa Lante
Viterbo ha due parchi storici. Uno in città, Pratogiardino, risalente all”800. E l’altro in frazione Bagnaia, ed è il parco di Villa Lante, quello gratuito, per intendersi. Villa Lante si salva, Pratogiardino è tenuto male da anni e sembra non avere un’anima (persino le targhe con le canzoni di Lucio Battisti passano ormai inosservate, quasi prive di senso). Sostanzialmente questi due sono gli unici parchi pubblici veri e propri, gli unici polmoni verdi di una certa grandezza a Viterbo.
Le altre zone verdi sono “giardinetti di quartiere”, più o meno grandi. Ne cito uno, recente e molto bello, nella parte nuova di Santa Barbara, ma per il resto c’è poco o niente. L’Arcionello sarà pure riserva protetta, ma comunemente la gente per “parco” intende un posto dove poter andare, passeggiare, fare jogging, sdraiarsi e lì tutto questo non si può fare. C’era Valle Faul ma attualmente è sventrata dai lavori del Plus e vai a capire come diventerà. Le Terme Carletti, sulla Tuscanese, tecnicamente sono un parco pubblico ma lì ci si va giusto per le pozze. La Pinetina del Barco è stata sanguinosamente abbattuta e cementificata anni fa.
Quindi, per concludere, fate pure quante conferenze volete purché siano seguite da politiche serie per la tutela e l’incremento del verde pubblico, perché di palazzi tutti uguali ne abbiamo abbastanza… (e ve lo dico io che non mi ritengo neppure un ambientalista).
Vi saluto con alcuni appuntamenti “verdi” del weekend: sabato 28 febbraio escursione alla Selva del Lamone presso Farnese, domenica 1 marzo passeggiata a Villa Lante, a Calcata la mostra di schede botaniche “Erbe”.
Pratogiardino


















