
Scorrendo su movemagazine.it l’agenda degli appuntamenti del fine settimana nella Tuscia saltano all’occhio due parole che si somigliano: il Mercatino Regionale Francese, che si terrà a Viterbo in Piazza del Plebiscito per tutto il weekend, e La Via Francigena nel Lazio, altre due tappe dell’iniziativa escursionistica di Percorsi Etruschi e Pro Loco Formello (ma anche la Pro Loco Viterbo si recherà sull’antica rotta dei pellegrinaggi).
Francese, Francigena… Francia. Che arrivassero proprio dal Paese transalpino, per via indiretta o per assonanza, alcune belle occasioni di rilancio turistico-culturale (e dunque economico: mi auguro si capisca una volta per tutte che le due cose sono e dovranno essere sempre più indissolubili) del nostro territorio? Vediamo come.
Tra i prodotti che figurano sui banchi del Mercatino Regionale Francese c’è la lavanda. Quella pianta profumata che in tarda primavera fiorisce e riveste intere colline e vallate con il suo attraente colore violaceo. Viene usata per cosmetici e oli essenziali. È la coltivazione tipica della Provenza, dove si trova Avignone, la “città dei papi” d’Oltralpe con cui tempo fa il Comune di Viterbo ha avviato le trattative per un gemellaggio. Ma le coincidenze storico-geografiche non si fermano qui: anche nella zona di Tuscania c’è un ampio territorio coltivato a lavanda con tanto di una cooperativa di piccoli produttori e una festa a inizio luglio. Papi e lavanda: sapremo sfruttare come si deve questo inconsueto binomio?
Veniamo ora alla Via Francigena. Si chiama così (o Francesca o Romea) perché dalla Francia portava a Roma, una delle tre grandi mete del pellegrinaggio cristiano (le altre due sono Santiago de Compostela e Gerusalemme). In realtà non parte dalla Francia ma dall’Inghilterra, da Canterbury per la precisione, e non è una strada precisa ma una serie di itinerari, con un’infinità di varianti, che dalle Alpi scendono fino a Roma attraverso Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana, Lazio. Il tratto viterbese, quello conclusivo, è incredibile: Acquapendente, Bolsena, Montefiascone, Viterbo, Sutri, uno straordinario intreccio di storia, natura, archeologia attraverso tutte le epoche.
Da qualche anno tutti, in particolare politici e associazioni, si sono appassionati alla Via Francigena, diventata Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa. È quasi superfluo sottolineare come la Via Francigena possa essere l’ennesimo spunto di valorizzazione turistica del territorio della Tuscia. Così come evidenziare che, mentre il Cammino di Santiago sanno tutti cosa sia e che nella vicina Toscana la Via Francigena l’hanno organizzata così, qui da noi progetti simili sono ancora in fase embrionale o, peggio ancora, frammentati. Peccato. È ora di crescere.


















