

Del Carnevale ho parlato lo scorso venerdì. Oggi, approfittando del fatto che escursioni e visite non si fermano neppure d’inverno (i dettagli su www.movemagazine.it), torno sui luoghi interessanti da scoprire. Utilizzando un format che va per la maggiore, ecco una selezione di 10 tra i posti più curiosi, più dimenticati, più notevoli… insomma “più” della Tuscia! Preciso che non è una classifica ma solo una mia scelta “random”.
Bosco del Sasseto (Acquapendente). Arieccolo! L’ormai celebrato “bosco di Biancaneve” per cui si è scomodato anche National Geographic, continua a essere meta di turisti. Un bel posto in cui vivere, se sei un folletto! Se non lo sei, merita comunque una visita.
Capodimonte. Volete sognare ancora? Secondo un’antica storia (ripresa da La Fune, leggi qui) il “fondo di verità” della fiaba della Bella e la Bestia sarebbe stato qui. Ma Capodimonte non è solo passato: il centro storico ha un nuovo belvedere e un percorso turistico con codici QR.
Bolsena War Cemetery. Qui è tutt’altro che favola: questo luogo silenzioso custodisce i corpi di 597 caduti del Commonwealth (principalmente britannici e sudafricani) in seguito a una cruenta battaglia avvenuta nel 1944. Vi si arriva dal km 106 della Cassia.
Civita di Bagnoregio. Vabbè dai, troppo facile! Civita la conoscono tutti, e chi non l’ha mai vista si fiondi subito sulla Teverina! Però, mai dare niente per scontato. Ora c’è un piccolo ticket d’ingresso, ma i visitatori aumentano. La “città che muore” è tale, forse, solo geologicamente.
Parco Torre di Lavello (Tuscania). Metti un giardino ben curato che si affaccia su monumenti superbi, il tutto circondato dalla campagna maremmana e dal bellissimo centro storico di Tuscania (che ad aprile ospiterà i concerti di Tuscia in Jazz). Vi basta?
Civita di Bagnoregio
Il sepolcro di Briobris (Vetralla). Dareste mai a vostro figlio il nome Briobris? Eppure c’è chi lo ha fatto, nel Medioevo. Briobris era un figlio naturale del potente nobile Giovanni di Vico e morì nel 1353. È sepolto nella chiesa di San Francesco e il monumento è una preziosa opera in marmo.
I cimeli di Picino (Canepina). Se andate a Siena e fate a qualche contradaiolo il nome di Picino e di Canepina, potreste suscitare addirittura un timore reverenziale. Nel museo del paese sono conservati i cimeli di Angelo Meloni, alias Picino, fantino canepinese 13 volte vincitore del Palio.
Il Moai di Vitorchiano. L’unico Moai al mondo all’infuori dell’isola di Pasqua è a… Vitorchiano! Lo hanno realizzato quasi trent’anni fa 11 indigeni della famiglia Atan e oggi si trova presso il belvedere. In quale pietra fu scolpito? Peperino, of course.
Gran Caffè Schenardi (Viterbo). Per rivederlo bisogna aspettare il 5 marzo, data dell’ennesima inaugurazione. E chi la racconterà? National Geographic! (e due). L’insegna parla chiaro: 1493, banco fondaco dei Chigi; 1798, Albergo Reale; 1818, Gran Caffè Schenardi. Facciamolo durare, eh?
Tarquinia. Grande città etrusca? Certamente. Gioiello medioevale? Ancora di più. Ma pochi ci pensano. Eppure il centro storico, in quella pietra bianca che fa tanto Umbria, ha poco da invidiare a località ben più acclamate. E se proprio non vi piacesse, a due passi c’è sempre il mare…
Il Moai di Vitorchiano

















