
In attesa dell’esplosione carnevalesca, questo weekend dei “giorni della merla” nella Tuscia si preannuncia piuttosto ordinario. Dato anche il clima invernale, tengono banco le ottime stagioni teatrali – tutte in provincia, è chiaro, Viterbo città non ha al momento un teatro degno di tale nome – e l’apertura gratuita di musei e monumenti statali che si ripete ogni prima domenica del mese, bella iniziativa nazionale che permette di ammirare archeologia, storia, arte a costo zero. Questo è quanto, e per i dettagli degli appuntamenti in calendario c’è www.movemagazine.it.
Parliamo ora, però, di un evento che ci sarà tra otto mesi, ma di stringente attualità a Viterbo: la nuova Macchina di Santa Rosa. La scelta è caduta su Gloria di Raffaele Ascenzi, già autore di Ali di Luce, modello che ha lasciato bei ricordi.
A me piace. La prima impressione è positiva. Certo, nell’aspetto è tradizionale: una struttura modulare con angeli e guglie gotiche, a richiamare e sintetizzare Macchine del passato, tra cui la stessa Ali di Luce. Ci sono le vasche di Fontana Grande del primo Volo d’Angeli. Ma senza dubbio sarà piena di particolari ed elementi nuovissimi che scopriremo pian piano da oggi al 3 settembre.
Anche se la commissione avesse scelto una Macchina di Santa Rosa completamente innovativa, di totale rottura con il passato, mi sarebbe piaciuta lo stesso. C’erano molti progetti interessanti in gara. D’altronde, quando furono scelte il Volo d’Angeli, la Spirale di Fede e Sinfonia d’archi, vennero compiute svolte stilistiche nette, senza remore: chissà, forse in quegli anni Viterbo era pronta a rinnovarsi più di quanto non lo sia oggi…
Però sono comunque contento per questa scelta “classica” e sicura. Raffaele Ascenzi è una garanzia: dopo il successo di Ali di Luce, aveva già partecipato al concorso vinto da Fiore del Cielo con un progetto molto interessante e inedito (Speranza) che avrebbe meritato di più. Stando al bozzetto, ai rendering e alla presentazione, da Gloria emerge una sensazione di eccellenza generale e, voglio sbilanciarmi, sono sicuro che non ci deluderà.
Perché è proprio l’eccellenza che la Macchina di Santa Rosa deve inseguire e ricercare costantemente, per diventare sul serio il biglietto da visita di Viterbo in Italia e nel mondo. Insieme a tutte le eccellenze di cui la Tuscia dispone e che deve presentare al pubblico nel migliore dei modi. E, già che ci siamo, quale occasione migliore per riscoprirne alcune (i Cavalli Alati di Tarquinia, la Biga di Castro, Vulci, Palazzo Farnese… c’è l’imbarazzo della scelta) – grazie alla domenica gratis nei musei? Buon weekend a tutti!


















