
La cultura non sarebbe niente senza luoghi adeguati in cui proporla al pubblico. Posti di valore, ben curati e attrezzati, che possano offrire un valore aggiunto agli eventi che vi si svolgono. In questo fine settimana passiamo in rassegna alcuni “gioiellini” della Tuscia che ospitano iniziative e manifestazioni artistico-culturali, il cui programma dettagliato lo trovate, come sempre, su www.movemagazine.it.
Teatro Lea Padovani, Montalto di Castro: arrivando dalla strada principale sembra uno “scatolone”, ma tranquilli: è solo il retro! Basta percorrere qualche metro per parcheggiare comodamente e ammirare, in quello che prima era un brutto piazzale sterrato, una piazza pedonale con tanto di zampilli d’acqua e il modernissimo edificio teatrale da 400 posti. Come dal niente può nascere un cuore pulsante di cultura. (domenica 25 gennaio, Glauco Mauri e Roberto Sturno in “Quattro buffe storie”)
Ex Tribunale, Viterbo: l’ex aula non è altro l’ex Chiesa dei SS. Giuseppe e Teresa affiancata dall’ex (e tre…) convento dei Carmelitani Scalzi. Un complesso del ‘600 da recuperare, che in parte ospiterà uffici comunali e il resto non si sa. Vi si svolsero i famosi processi Cuocolo e Portella della Ginestra, ci sono ancora le gabbie in ferro battuto per i detenuti: non sarebbe male farlo sapere al pubblico, almeno con qualche pannello illustrativo oppure con una bella mostra permanente. Ennesimo spunto per valorizzare l’incredibile patrimonio storico di Viterbo. (mostra “Frammenti e anima” di Romano Liviabella, fino al 31 gennaio)
Torre di Chia, Soriano nel Cimino: appartenne a Pier Paolo Pasolini, innamorato del paesaggio circostante a tal punto da definirlo “il più bello del mondo”. Un articolo sulle pagine viterbesi de Il Messaggero del 21 gennaio ha denunciato il degrado dell’area, ma la torre continua a ospitare regolarmente eventi di qualità grazie al gruppo Roccaltia. (“Qualsiasi cosa mai” di Fiora Blasi, ispirato ad Haruki Murakami, domenica 25 gennaio)
RinascimentiAmo Gallery, Viterbo: è uno dei più recenti spazi culturali creati in città, già molto attivo con mostre e presentazioni. Lo spazio viterbese di Ginevra Bentivoglio EditoriA, realtà romana specializzata in edizioni di arte, storia, architettura, si inserisce inoltre nel progetto di riscoperta della Viterbo rinascimentale. Una galleria minimal ed elegante. Peccato che l’antistante Piazza San Simeone, su cui si affacciano palazzi storici, sia un triste parcheggio. (sabato 24 gennaio, ore 16.30, presentazione catalogo “Sacro e Profano”)


















