
C’è un evento, in questo weekend, che promuove un intero paese della provincia di Viterbo: il Cubo Festival, a Ronciglione, dal 5 all’8 dicembre (leggetevi il programma su www.movemagazine.it). 60 eventi in quattro giorni, ospiti famosi e tante altre proposte delle realtà locali. Bello! Mi fa piacere che Ronciglione provi a crescere attraverso un evento così. Lo dico, sono di parte: mio padre è ronciglionese di nascita, il legame affettivo ce l’ho. Ma Ronciglione è realmente l’ennesima perla più o meno nascosta della Tuscia, in (eterna?) attesa di interventi forti e decisi per il recupero del suo patrimonio storico-artistico e per la sua valorizzazione turistica.
Tanto per fare un esempio, ho un pensiero ricorrente: se Ronciglione si trovasse in Toscana o in Umbria, avrebbe, come minimo, un museo di archeologia industriale delle antiche ferriere pontificie e sarebbe visitato da migliaia di turisti a settimana. Per non parlare di tutti gli altri monumenti “in attesa di…”. Il cubo, il solido geometrico perfetto, con le sei facce che rappresentano tutte le espressioni artistiche: è l’idea base del festival. In questo post, voglio estendere il concetto di cubo a tutti i Monti Cimini: ogni faccia è un paese ricco di risorse culturali e tutte insieme formano un blocco di grande potenzialità per lo sviluppo del territorio. Analizziamole:
1) di Ronciglione, ho già detto.
2) Caprarola: Palazzo Farnese e non solo, grazie a una politica socio-culturale di ampio respiro e adesso anche un’opera del Carracci da proporre al pubblico, una volta restaurata.
3) Soriano nel Cimino: Castello Orsini e Palazzo Chigi Albani sono due miniere d’oro, la Faggeta è candidata Unesco, la Sagra delle Castagne è conosciuta in tutta Italia, le memorie di Pirandello, Pasolini e De André sono altre carte importanti da giocare.
4) Vignanello: Castello Ruspoli va subito messo in rete con Villa Lante di Bagnaia, Sacro Bosco di Bomarzo e con Palazzo Farnese di Caprarola. Cosa detta, ma non ancora fatta. Altro tesoro sono i Connutti, le gallerie sotterranee che potrebbero fare sistema con Viterbo, Orte, Orvieto e Narni.
Vallerano5) Vallerano: incanta tutti con la Notte delle Candele e un po’ a Natale, ma potrebbe farlo per 365 giorni con la cucina tipica, le chiese (S. Maria del Ruscello ha un organo del ‘600 da paura) e le zone archeologiche sconosciute.
6) Canepina: non più “passa e cammina”, grazie al centro storico ben curato, all’interessante Museo delle Tradizioni Popolari, ai bei castagneti e all’inimitabile fieno servito nelle trattorie del paese e, quando aperte, nelle cantine. È ora di portarci un bel po’ di turisti.
I Monti Cimini possono fare sistema, purché si capisca che il turismo vero è tutto l’anno, non solo in occasione di sagre e festival. Altrimenti un salto di qualità è improbabile. Io turista posso arrivare nel tuo paese anche durante la più grigia e sonnolenta giornata d’inverno e se mi fai trovare tutto chiuso e deserto, difficilmente ci tornerò.
Nelle foto: notturni di Canepina e Vallerano


















