Welcome in Viterbo, guerra agli zozzoni
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Cosa ci fanno due bottiglie di birra a un metro da Palazzo Papale alle 11 di una tranquilla giornata infrasettimanale? Testimoniano l'esistenza di una cultura del menefrego che va combattuta.
Palazzo Papale

Viterbo città d’arte e di cultura, dell’arte di fregarsene di tutto e della cultura del “faccio come me pare”. Almeno così sembrerebbe a giudicare dal modo in cui ci accoglie il luogo più significativo della città: palazzo dei papi; in una routinaria tarda mattinata di un giorno infrasettimanale. Il fatto che vogliamo porre all’attenzione dei nostri lettori oggi è tutto in un paio di bottiglie di birra, marca Tennent’s, che vedete fare bella mostra di sì a ridosso del portone della sala del conclave. Sì avete capito bene, stiamo parlando del luogo viterbese più famoso nel mondo.

Oltre alle due bottiglie nello stesso momento abbiamo incontrato anche una decina di turisti. Incredibile ma vero. Ora la domanda che ci siamo posti è: può una città che aspira ad essere d’arte e di cultura mostrarsi così, con le bottiglie di Tennents a fare bella mostra di sé su un momento del ‘200?

Il problema sembrerebbe banale ma non lo è affatto. Innanzitutto quelle bottiglie difficilmente saranno state lasciate lì da qualche bevitore mattutino. Più probabile un’origine notturna, dunque la domanda è d’obbligo, essendo la foto scattata dopo le 11: ma chi dovrebbe pulire questa parte di città dove stava? Non sarebbe forse il caso d’istituire un servizio di controllo e pulizia più dettagliato dei luoghi di maggiore importanza e interesse della città?

A questo va aggiunta un’altra riflessione: quanto si sta investendo in comunicazione e azioni finalizzate all’educazione dei cittadini sul tema del rispetto della città? Che misure di dissuasione di simili comportamenti sono state adottate? Una città migliore parte anche da qui, da due bottiglie di Tennent’s in meno a un metro dalla porta del conclave.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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