Week end di sangue nel viterbese
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Due giorni tragici sulle strade del viterbese. Un pestaggio letale e due incidenti micidiali, hanno portato via ben cinque vite, mentre due rimangono ancora appese a un filo.
La conferenza dell’arresto di Battaglia (foto Zadro)

Una conta tragica quella del fine settimana viterbese, che in circa due giorni ha visto la morte di almeno cinque persone sulle strade della nostra provincia. A risaltare nella lista, c’è sicuramente l’efferata aggressione contro il 43enne Federico Venzi, massacrato di botte e lasciato in fin di vita alla rotatoria del Riello in piena notte. Un giallo che i carabinieri di Viterbo hanno risolto in fretta, con l’arresto del 22enne viterbese Sabato Louis Francesco Battaglia. Alla base dell’aggressione, a quanto pare, qualche commento di troppo verso la ragazza del giovane, che ha scatenato l’ira e l’aggressione. Testimone della scena un altro uomo, marocchino, che aveva passato la serata con Venzi e che di fronte alla violenza del pestaggio non è riuscito a fare nulla.

A perdere la vita sulle strade, poi, c’è stato anche un centauro nei pressi di Civita Castellana che, durante la mattina di domenica percorreva la Flaminia in direzione Roma. L’uomo all’uscita da un tornante avrebbe perso il controllo della sua Yamaha, sbandando vistosamente. La corsa del centauro è finita contro un’auto che arrivava dalla parte opposta, in direzione Civita Castellana. Inutili per lui i soccorsi del 118.

La sorte peggiore, infine, è toccato a tre persone coinvolte in un incidente stradale nella notte tra sabato e domenica. Le vittime sono Leonardo Rizzello, venti anni, viterbese, che era alla guida di una Ford motorizzata Cosworth, e una coppia di Latina, Pasquale Tranquilli e Luisa Brienza, entrambi di 43 anni, che viaggiavano in sella a una motocicletta. Purtroppo, però, oltre alle tre vittime sono rimaste coinvolte anche due ragazze, sorelle gemelle, che si trovavano nell’auto del ragazzo. Le due, 30 anni, sono rimaste ferite in modo molto grave durante lo scontro e rimangono tuttora in prognosi riservata all’ospedale Belcolle.

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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