Vuole guidare un'auto rubata, lite furibonda padre-figlio. All'arrivo dei carabinieri trovano il giovane con 141 euro delle elemosine alla chiesa
carabinieri
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La macchina è stata restituita al proprietario e i soldi sono finiti sotto sequestro. 

CANINO – Lite furibonda tra padre e figlio fa arrivare i carabinieri nel centro del paese. Sul posto gli uomini dell’Arma si rendono conto che l’uomo voleva impedire al ragazzo di guidare un’auto che risulterà poi essere rubata (con furto denunciato pochi giorni prima alla stazione dei carabinieri di Marta). Accertano inoltre come il giovane fosse soggetto a un’ordinanza di revoca della patente di guida emessa dalla Prefettura di Viterbo.

Quando i militari decidono di perquisirlo e gli trovano addosso 141 euro, scoprendo poi trattarsi di soldi frutto di un furto (del 4 agosto) presso le cassette delle offerte delle chiese del paese.

Alla luce dei fatti accertati, il giovane è stato deferito in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria per i reati di ricettazione dell’autovettura rubata, furto continuato ai danni di luoghi di culto, e sanzionato per la guida con patente revocata. La macchina è stata restituita al proprietario e i soldi sono finiti sotto sequestro.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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