Vulci, un nuovo tesoro viene alla luce. A riprendere l'apertura di una tomba di 2.700 anni fa le telecamere di Superquark (guarda il video)
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Si scava una tomba a camera della seconda metà del VII secolo avanti Cristo. Una delle sepolture più antiche di questa parte della necropoli di Vulci.

La pietra tombale viene spostata e dentro tutto appare come fu 2.700 anni fa. Vulci, necropoli di Poggetto Mengarelli, di un mercoledì mattina qualunque. L’occasione è straordinaria e regala grandi emozioni. Le telecamere girano e catturano il momento. C’è una troupe televisiva del Tg3 Rai e una del programma Superquark di Alberto Angela. Attirati nel Viterbese dalla notizia di queste ore del ritrovamento di una tomba principesca.

Si scava una tomba a camera della seconda metà del VII secolo avanti Cristo. Una delle sepolture più antiche di questa parte della necropoli di Vulci. Le prime cose ad apparire, all’ingresso della luce, sono due anfore vinarie, un vaso su piede detto cratere, in stile greco orientale, un grande bacile in bronzo e un bucchero dal caratteristico colore nero. Poi le ossa del defunto.

Tutto è intatto, la sepoltura non è stata violata dai tombaroli. Presente la Soprintendente Alfonsina Russo Tagliente e la delegata al Turismo del Comune di Montalto di Castro Silvia Nardi.

 

Foto e video dal sito Etruriaoggi.it

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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