Vulci, trovata la 67esima tomba della necropoli di Poggetto Mengarelli. Dentro tesori di due millenni e mezzo
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Gli archeologi della Fondazione Vulci hanno trovato a Poggetto Mengarelli (Parco di Vulci) una nuova tomba risalente agli inizi del settimo secolo a.C. Al suo interno sono state rinvenute olle e vasi di impasto decorati di produzione etrusca.

Gli archeologi della Fondazione Vulci hanno trovato a Poggetto Mengarelli (Parco di Vulci) una nuova tomba risalente agli inizi del settimo secolo a.C. Al suo interno sono state rinvenute olle e vasi di impasto decorati di produzione etrusca.

Tesori che tornano alla luce dopo due millenni e mezzo. Il contenuto della 67esima tomba della necropoli Poggetto Mengarelli. Tutto rinvenuto dentro una tomba a fossa. Il corredo funerario rinvenuto è piuttosto ricco: numerosi contenitori in ceramica (una ciotola, una situla e un’olla), due anforette e un grande cratere. Scavi portati avanti sotto la guida dal direttore scientifico di Fondazione Vulci Carlo Casi, la soprintendente Simona Carosi e del presidente della Fondazione Vulci Carmelo Messina e con la collaborazione di Carlo Regoli.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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