Vulci monumento naturale, Blasi (M5S): "Importante traguardo"
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ROMA – “L’oasi provinciale di Vulci diventerà presto monumento naturale. Un atto atteso da tempo vista l’importanza naturalistica del sito”. Così Silvia Blasi, consigliera regionale M5s e vice-presidente della commissione Affari europei e internazionali.

“Situata al confine tra Lazio e Toscana – spiega Blasi – l’area protetta oasi provinciale di Vulci fa parte del Sito natura 2000 e l’area è stata designata come zona speciale di conservazione dal ministero dell’Ambiente nel 2016”.

“Si tratta di una zona molto vasta – prosegue la consigliera M5s – che ospita un ecosistema di eccezionale rilevanza e si inserisce in un più esteso contesto naturalistico e storico, che comprende la riserva naturale di Montauto sul versante toscano e il parco archeologico naturalistico di Vulci sul versante laziale. Pertanto l’area è inserita nella direttiva ‘Habitat’ istituita dalla Comunità europea”.

“L’iter per l’istituzione del monumento naturale, partito con la deliberazione della giunta regionale, è ormai quasi concluso, anche grazie alla sollecitazione della Lega italiana per la protezione degli uccelli, delegazione di Viterbo” aggiunge Blasi.

“Si tratta di un altro importante traguardo per la tutela dei parchi e delle aree naturali laziali, a dimostrazione del nostro costante impegno nel proteggere tutti quei luoghi che rappresentano un valore aggiunto per la nostra regione e per i suoi abitanti” conclude Silvia Blasi.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

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