Voto per le comunali, incertezza sulla data e problemi con possibili intrecci con gli esami di maturità
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Mentre partiti e movimenti civici si stanno arrovellando per trovare la quadra su candidati e alleanze c'è una questione importante che rimane sullo sfondo e che inevitabilmente finisce per influenzare anche i ragionamenti e le strategie dei protagonisti: la data del voto.

Mentre partiti e movimenti civici si stanno arrovellando per trovare la quadra su candidati e alleanze in vista delle prossime elezioni comunali c’è una questione importante che rimane sullo sfondo e che inevitabilmente finisce per influenzare anche i ragionamenti e le strategie dei protagonisti: la data del voto.

Si è parlato del 27 maggio ma la data non pare così certa. Effettivamente il decreto del Viminale non è ancora uscito e più passa il tempo e più la data rischia di bruciarsi, contraendo in maniera eccessiva la durata della campagna elettorale.

Se dovesse saltare questo appuntamento si aprirebbero una serie di criticità sull’individuazione di una diversa data utile. Domenica 3 giugno, sul calendario la prima utile, presenta infatti la criticità di un elevato rischio astensionismo. Essendo preceduta da altro festivo, il 2 giugno e quindi soggetta a ponte.

Quindi il 10 giugno. Ma anche in questo caso non mancherebbero i problemi, perché andrebbe a coincidere con gli esami di stato per la maturità. Quest’anno, infatti, le due prime prove scritte sono state fissate per il 20 e il 21 giugno, mentre la terza prova lunedì 25 giugno, ovvero il giorno successivo agli eventuali ballottaggi del 24.

Gran parte degli istituti scolastici che solitamente vengono trasformati in seggi elettorali, dunque, sarebbero impegnati per gli esami di maturità e lo spoglio delle schede verrebbe a coincidere con la terza prova scritta.

Scartando anche questa si arriverebbe praticamente in estate: voto 17 giugno e ballottaggi il 1 luglio.

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