"Vorrei dare lavoro ad alcuni giovani, ma la burocrazia mi ostacola". La lettera shock di un imprenditore
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800 Monastero
Un imprenditore del posto ha voluto scrivere una lettera, raccontando una problematica nella quale si è imbattuto durante il suo tentativo di individuare un gruppetto di ragazzi validi per farli lavorare. Ha scritto a La Fune e riportiamo integralmente il testo della lettera, sperando che possa servire a migliorare le cose.

Il “male del secolo” in Italia, e non fa certo eccezione la provincia di Viterbo, è forse la mancanza di lavoro. Non c’è famiglia di questo territorio che non sia inciampata in problemi di disoccupazione e il “morbo” è particolarmente diffuso tra i giovani. 2727

 

Le cose non possono migliorare, non perché dobbiamo rassegnarci a che rimangano così, ma perché, sino a che nei posti strategici, ci saranno persone che fanno della burocrazia una ragione di vita non potranno essere cambiate.

Sono il responsabile commerciale di un’azienda che opera nel settore della distribuzione del canale ho.re.ca e tabacchi dal 1976 e che ha la rappresentanza di alcuni marchi leader del settore da AMICA CHIPS, HARIBO, RICOLA ecc..

Mio ultimo traguardo è stata l’ideazione e realizzazione di un nuovo marchio, ‘Sani Gusti’ e visto che i nostri politici ci frantumano i cosiddetti con l’occupazione giovanile e si riempiono la bocca con l’integrazione scuola-mondo del lavoro, ho pensato, rivolgendomi a degli istituti superiori I.T.C. e alberghiero, con spiccato indirizzo commerciale, per cercare giovani da introdurre nella mia azienda come commerciali, come sarebbe stata la normale conseguenza di quanto detto e invece…

Andato all’ITC di Montefiascone e avendo richiesto l’elenco dei diplomati dei due anni precedenti, le segretarie mi dicono gentilmente che dovevano chiedere alla Preside.

Dopo una settimana che avevo lasciato i miei recapiti, e non avendo ancora ricevuto alcuna chiamata, richiamo di nuovo, e mi rispondono che la preside non intende rilasciarli, neanche senza numeri telefonici. Allora animato da buon sentimento, scrivo all’istituto alberghiero, ed anche qui nessuna risposta. 

Quasi sbalordito da così tanta indifferenza , dopo aver telefonato, almeno una decina di volte senza risultato, il giorno dedicato agli incontri vado al provveditorato. Il provveditore, non ho nemmeno idea di come sia fatto, ma mi viene detto che se i presidi non vogliono, mi devo rassegnare nella mia ricerca.

Forse hanno ragione, bisogna rassegnarsi, hanno vinto loro. Ma chi ha perso non sono io, ma i 2 o 3 giovani che potevano lavorare e che si vedono preclusa tale possibilità a causa di coloro che in questo momento occupano un ruolo di rilievo e decidono per loro.

L’Italia è cresciuta come nazione tutta ma forse era meglio quando il sindaco era la stessa persona che viveva nelle grotte durante i bombardamenti e quando il contratto era siglato con una stretta di mano.

800 Monastero
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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