
Marco Volpi in difesa di Francesco Moltoni chiama a raccolta i viterbesi. Il consigliere del Partito Democratico è da sempre uno dei solidali con il consigliere dell’opposizione coinvolto suo malgrado nella vicenda Cev per la quale deve risarcire al Comune di Viterbo 80mila euro.
Giovedì il caso di Francesco Moltoni e la sua incompatibilità torna in Consiglio comunale al primo punto all’ordine del giorno. Il Consiglio potrebbe essere chiamato a votare la decadenza da consigliere di Francesco Moltoni ma la maggioranza, dopo aver accelerato circa un anno fa sulla decadenza, oggi sembra essere più divisa che mai.
Tra i più critici nei confronti del procedimento c’è Marco Volpi. “È un problema di democrazia. Si tratta – spiega Volpi – di una battaglia a prescindere da Moltoni stesso, che comunque si è conquistato la presenza in Consiglio con le preferenze dei cittadini. Non possiamo cacciare un consigliere per ripicca o perché non è più comodo, ci è antipatico e ci dà fastidio. Non possiamo cacciare una persona nemmeno perché non può pagare e magari – aggiunge Volpi riferendosi a Maurizio Tofani, diventato assessore – qualcun altro nella sua stessa situazione è rimasto perché ha potuto pagare. Questa è una battaglia di democrazia e i viterbesi ci dovranno seguire”.
L’antefatto è noto. Moltoni, condannato dalla Corte dei Conti per la vicenda Cev a pagare 80mila euro al Comune, non ha pagato perché attende la sentenza su una causa fatta dal Comune stesso all’assicurazione stipulata per coprire questo tipo di risarcimenti richiesti agli amministratori. Qualcosa non ha funzionato. In sintesi, l’assicurazione non ha pagato perché sostiene che la polizza fu stipulata male dai dirigenti del Comune che però l’hanno firmata. Di fatto per Francesco Moltoni il danno e la beffa. Sicuramente, una volta chiuso questo contenzioso, se ne aprirà un altro. O con il Comune che ha stipulato male la polizza, o con l’assicurazione per avere al più presto i soldi spettanti. La vicenda però pone Moltoni in condizione di incompatibiltà con il Comune di Viterbo perché un consigliere non può avere conti in sospeso con una amministrazione che rappresenta. Nella sua stessa situazione si trovava Maurizio Tofani, che ha pagato in una unica soluzione gli 80mila euro e che è stato nominato assessore.
“Se si arriva al voto – conclude Marco Volpi – spero che i colleghi consiglieri agiscano non spinti da motivazioni politiche, ma dalla coscienza democratica”.


















