
“Il centrosinistra si è dimostrato centralista come il centrodestra”. Il consigliere grottano del Partito Democratico Marco Volpi interviene a Sbottonati e non le manda a dire alla sua maggioranza. “Abbiamo una identità culturale e sociale diversa da quella del Capoluogo. Ce la riconscano. Devono garantire una sussidiarietà e uno scambio”.
Cosa significa essere un viterbese delle frazioni?
“Significa essere di un paese che ha una sua storia e che sta a 18 km di distanza da Viterbo. Sfortunatamente nel 1928 hanno deciso così. Il problema è che il centrosinistra come era il centrodestra. Vogliamo risposte per i territori. Non vogliamo essere dei nuovi Fiorito, non vogliamo soldi per noi. Abbiamo una identità sociale e culturale diversa da Viterbo”.
Ci state controvoglia dentro al comune di Viterbo?
“Esatto, ma ci stiamo e lo accettiamo. Ci devono riconoscere, però, la nostra diversità. Ci devono restituire quel che diamo. Per me c’è bisogno di ridistribuzione e una sussidiarietà da parte del comune”.
Siete un colonia?
“No, ma ci vuole più attenzione. Ad esempio sul “nonno-vigile” si delibera senza tenere in considerazione le realtà del territorio..”
Su Facebook hai scritto un post sul tema della pulizia della città, chi l’ha vista?
“Comprendiamo i problemi che ha avuto il comune con il blocco del conferimento dei rifiuti. Però devono capire che dobbiamo dare risposte ai cittadini. Non ci sono cestini, tagliano l’erba e lasciano lì l’immondizia. Un gatto morto a Grotte è stato levato dalla strada dopo 3 settimane”.
Come va con la discussione sul bilancio?
Non lo abbiamo ancora vista il bilancio. Abbiamo solo notizie di straforo che indicano alcune linee generiche. Voglio dire però che i territori aspettano risposte, sono abbandonati servono investimenti sul sociale, sulla cultura e sulle infrastrutture
Vogliono uccidere tutto in nome dei grandi festival?
Meglio non parlarne..
Le altre iniziative culturali devono far candidare alle prossime elezioni i loro rappresentanti?
“Ma no, sarò io comunque a non ricandidarmi. Tutti hanno tante iniziative culturali-sociali. Noi creiamo un movimento e la partecipazione della gente, altroché sottocultura”.


















