La volpe Renard, il Piccolo Principe a Viterbo
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Gli Stati Generali La Fune
Un ragazzo viterbese e la "sua" volpe. Una storia degna de 'Il Piccolo Principe'. Il tutto si svolge in una nuova zona edificata di Viterbo: Ponte dell'Elce. Cinque mesi di passeggiate notturne e molto di più.

“Ho vissuto una storia come quella del ‘Piccolo Principe'”. Metti un legame di amicizia tra un ragazzo e una volpe, delle intere nottate passate insieme a passeggiare e la storia di un quartiere che si appassiona a questa avventura tra uomo e animale selvatico al punto da dare alla povera bestiola, trovata investita dopo mesi di contatto, una sepoltura. C’è anche chi ci mette qualche fiore sulla tomba di Renard, la piccola volpe.  Non siamo in un film, né nella fantasia di qualche paese scandinavo. Ponte dell’Elce, Cassia Sud, Viterbo. Tutto si è svolto qua nell’autunno 2013.

Protagonista Michele Villetti, noto batterista e cittadino viterbese. E’ lui a contattare La Fune, dopo aver letto la notizia sui cinghiali alle porte del centro storico. “Ho deciso di raccontare questa storia per far capire che gli animali selvatici sono una benedizione e che dovremmo essere contenti di vedere lupi, cinghiali e, come nel mio caso, volpi”, ci racconta Villetti. “Per me incontrare Renard ha rappresentato una vera e propria benedizione – continua -. Mi ha cambiato la vita e ho riscoperto, grazie a questo legame, la bellezza della natura e dei boschi. Nella Tuscia poi ce ne sono di meravigliosi, roba da National Geographic”.

 

GUARDA IL VIDEO CON RENARD

 

La storia di un “piccolo principe” al Ponte dell’Elce

Nottata autunnale, Villetti torna a casa in zona Ponte dell’Elce e sul ciglio della strada vede due volpi. “Erano giovani, di circa un anno. Mi sono fermato, sono sceso dalla macchina e una è subito scappata. L’altra è rimasta e quella sera siamo stati insieme per circa due ore. Piano piano ha preso confidenza e si è avvicinata ad annusarmi. In quelle due ore ho più volte cercato di catturare la sua attenzione con un fischio. Proprio questo fischio particolare è stato fondamentale”, racconta il ragazzo. La sera dopo Villetti incontra di nuovo, al rientro da casa Renard. Ci passa del tempo insieme e continua a fischiare. La notte arriva a Ponte dell’Elce e Renard non c’è ma basta fischiare un po’ per vederla spuntare fuori dai cespugli. Tutto questo è andato avanti per cinque mesi, da giugno a ottobre, e la storia ha iniziato a diffondersi tra i residenti della zona.

“Non le ho mai portato da mangiare e puntualmente, quasi tutte le sere, ci siamo visti – riprende il racconto -. Il nostro incontro consisteva in lunghe passeggiate nella boscaglia. Sono anche riuscito ad accarezzarla e prenderla in braccio, aveva imparato anche a darmi la zampa”.

Purtroppo una sera non ha risposto ai fischi. Dei ragazzi della zona, che conoscevano questa storia della volpe, l’hanno trovata investita e mi sono venuti a cercare. E’ stata seppellita a Ponte dell’Elce  e c’è ancora la sua sepoltura”.

 

 

Un’amicizia tra uomo e animale selvatico che lascia il segno

Michele Villetti sta scrivendo un libro su questo suo legame con una piccola volpe. Entro fine febbraio inoltre è prevista l’uscita del suo nuovo disco da solista: ‘Masileyo, soundtracks for real life’. Una traccia porta un titolo speciale: ‘Renard and me’.

C’è a Viterbo qualcuno che ha vissuto una storia degna de ‘Il Piccolo Principe’. 

 

 

 

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