Volontarie di Vignanello cuciono le mascherine per la Polizia Provinciale, i ringraziamenti del presidente Nocchi
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VITERBO - Il presidente della Provincia Pietro Nocchi manda i propri ringraziamenti a un gruppo di volontarie di Vignanello che hanno cucito le mascherine protettive per gli operatori della Polizia Provinciale.

VITERBO – Il presidente della Provincia Pietro Nocchi manda i propri ringraziamenti a un gruppo di volontarie di Vignanello che hanno cucito le mascherine protettive per gli operatori della Polizia Provinciale.

“Vorrei ringraziare sinceramente, a nome mio e della Provincia di Viterbo, il gruppo di Volontarie del Comune di Vignanello che si è reso disponibile a cucire 40 mascherine protettive per gli operatori della Polizia Provinciale di questo Ente, costantemente impegnati nei compiti istituzionali di vigilanza del territorio – così il presidente Nocchi -.

Il gruppo di Volontarie è stato coordinato dall’Amministrazione Comunale di Vignanello tramite la Protezione Civile, che si sta occupando di consegnare i materiali necessari a domicilio e ritirare le mascherine finite.

A seguito di una nostra semplice richiesta, queste generosissime donne hanno cucito – gratuitamente – 40 mascherine da donare al nostro personale, fornendo così ai nostri agenti la possibilità di continuare il loro quotidiano servizio di Vigilanza. Un aiuto di fondamentale importanza in un momento in cui trovare mascherine certificate
risulta estremamente complicato, anche per noi.

A loro va quindi il nostro sentito ringraziamento ed apprezzamento, considerato che questa ulteriore fornitura va a sommarsi alle oltre 2800 mascherine protettive già realizzate e distribuite gratuitamente alla popolazione nelle scorse settimane. Uno sforzo che ci fa comprendere la capacità della nostra comunità a restare unita e tendersi la mano nel momento del bisogno. Con profonda gratitudine”. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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