
Volontariato, Marco Ciorba riconsegna la delega. La sua elezione a presidente del consiglio comunale di fatto non gli rende più possibile continuare e ha già preparato le dimissioni. Un lavoro, quello svolto dallo stesso in questi due anni, su cui c’è poco da ridire.
Ciorba ha costruito un modello dal basso, di condivisione. Un modello capace di portare a ragionare insieme le circa cento associazioni di volontariato operative in città. Al di sopra delle parti e con un ottimismo forte nel valore della sinergia da delegato ha impostato un ottimo lavoro, con il merito non da poco di aver saputo creare anche un clima positivo.
Ne sono prova le feste del volontariato che in questi due anni hanno segnato importanti successi, anche a fronte di risorse investite dall’amministrazione comunale prossime allo zero. Ne è prova tutta l’esperienza dei tavoli tematici, dove le varie realtà si siedono e analizzano problemi e tracciano prospettive per il futuro lavoro sulla città.
Ciorba è anche presidente della consulta del volontariato. Un ruolo di garanzia e che, secondo quanto stabilito dalle norme, in realtà potrebbe continuare a tenere. Tuttavia la decisione del neo eletto presidente del consiglio sarà affrontata dallo stesso all’interno della conferenza dei capigruppo. Qualora emergessero pareri discordanti farebbe un passo indietro, pur continuando a rimanere vicino al mondo del volontariato.
In questa fase di transito la politica deve fare attenzione a muoversi bene nella cristalleria del volontariato, senza mandare in pezzi il ben organizzato ma fragile sistema creato. La figura dell’erede di Marco Ciorba dovrà quindi essere scelta in continuità, tenendo conto della complessità di una realtà così importante per il territorio. Il 22 luglio torna a riunirsi il tavolo del comitato per la preparazione della candidatura di Viterbo a capitale europea del volontariato. Il dossier va presentato a settembre.


















