
Maggioranza, scoppia un caso Marco Volpi. Dopo le decisioni che il consigliere comunale ha preso e sta prendendo sul bilancio aumenta la pressione sullo stesso, fino all’intervento della giovane consigliere Martina Minchella che, scrivendo a un giornale locale, chiede al capogruppo Pd Francesco Serra e al segretario provinciale del partito Andrea Egidi di intervenire per “non compromettere la ritrovata unità della maggioranza”.
Una pressione che Volpi sente da giorni, ma nonostante la quale non ha risparmiato di astenersi anche durante i voti nelle recenti sedute di commissione sul bilancio. Ma andando a spulciare sulla bacheca facebook del consigliere di Grotte Santo Stefano si trovano dei pensieri interessanti, con riferimento all’attuale situazione politica naturalmente. In particolare abbiamo trovato un post, datato 1 agosto, dove Volpi scrive: “Se a mio padre non fece paura la camorra pensate che a me possa far paura qualche capo-bastone con i suoi sgherri?”
Abbiamo estrapolato un passo dove Volpi analizza il bilancio e le scelte che ha maturato: “Un bilancio in sofferenza doveva portare ad una discussione e poi ad una scelta il più possibile condivisa (maggioranza, opposizione, forze sociali), discutere se risparmiare nella spesa per richiedere meno sacrifici ai cittadini oppure se spendere comunque ma doverosamente spendere meglio; quindi spiegare ai cittadini perché il loro impegno (anche il mio, visto che le tasse io le pago, altri non so) era necessario e le sue ragioni; la scelta, la condivisione, andava fatta prima, prima delle elezioni provinciali, prima per gestire correttamente le uscite, le spese; non si è fatta questa scelta, si è proseguito sulla solita strada di una gestione personalistica non strategica, di corto respiro, le motivazioni di tutto questo personalmente ritengo che vadano trovate nelle elezioni provinciali;
dove ha portato questa non-scelta o meglio scelta-voluta: a dover correre, o meglio arrivare all’ultimo per correre, a costringerci a scelte obbligate, qualcuno dice in modo responsabile io dico irresponsabile, per non farci commissariare (dicono), ad accettare questo pacchetto, prendere o lasciare.
Qualcuno obietterà, giustamente, se questi erano gli ante-fatti, perché non ti sei opposto? Perché hai votato, soprattutto le delibere più pesanti dal punto di vista della tassazione.
Le risposte sono molteplici ma anticipo subito che nessuna di esse è legata alla mia necessità di continuare a ricoprire la carica di consigliere comunale, la carica è uno strumento, non il fine, non è a mio uso ma ad uso dei mie concittadini, quindi: la scelta di votare è stata, come sempre, una mia libera scelta, una libera assunzione di responsabilità, per scelte dolorose ed impopolari, che comunque sarebbero venute anche con un eventuale commissariamento del comune; se dovevamo decidere allora si poteva provare a migliorare la manovra (l’emendamento sul taglio IRPEF è tutto mio e di Serra),esserci per migliorare, finché sarà possibile farlo;
per evidenziare il mio dissenso, prima e durante il consiglio ho usato tutte le armi democratiche di cui un consigliere comunale dispone (qualche ignorante si legga il regolamento prima di scrivere menzogne e castronerie).
Sono in un partito (qualcuno correttamente dice che non sono tesserato, non voglio approfondire le eventuali scorrettezze, posso solo osservare che con la contribuzione che offro annualmente di tessere potrei comprarne qualche decina, ogni anno, non solo in occasione dei congressi), riprendendo, sono in un partito che sostiene questa amministrazione, ci sono con convinzione, malgrado tutto non ho ancora la possibilità di dissociarmi da questa maggioranza, a meno che non vinca la fazione del “fuori Volpi” (spero non del “far fuori Volpi”).
Infine per rassicurare, anche l’osservatore più informato in cui si potrebbe anche insinuare l’idea che le pressioni non solo mediatiche possano avermi influenzato o meglio costretto al ripensamento sulla manovra di bilancio, dico solo che uno “storpio con nomi storpiati”, una foto segnaletica, un menzognero comunicato non bastano e non mi portano a più miti consigli. Se a mio padre non fece paura la camorra pensate che a me possa far paura qualche capo-bastone con i suoi sgherri?”


















