“Viviamo questo periodo nella maniera più serena possibile. Ricordate che siamo ricchi e spesso non lo sappiamo”
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VITERBO - Abbiamo contattato Laura Stella, ballerina di Flamenco, coreografa e direttrice artistica di “Fantasia Flamenca”, per un'intervista per capire come sta vivendo questo particolare momento e qual è la sua prospettiva per il futuro. Buona lettura.

VITERBO – Abbiamo contattato Laura Stella, ballerina di Flamenco, coreografa e direttrice artistica di “Fantasia Flamenca”, per un’intervista per capire come sta vivendo questo particolare momento e qual è la sua prospettiva per il futuro.

Buongiorno Laura, come stai vivendo questo momento storico segnato dall’ emergenza Covid-19?

Sono serena e fiduciosa. Vivo in casa con mio marito e mia figlia, esco il meno possibile per andare a fare la spesa e mi diverto in cucina a veder lievitare l’impasto di pane e pizza…come tutti gli italiani. Ho ripreso in mano vecchi libri e la casa è quasi sempre in ordine, non ho più cataste di panni da stirare  e nel mio frigorifero non c’è più l’eco del vuoto che risuonava quando lo aprivo la sera prima di cena. Insomma sono diventata quasi una perfetta massaia! Ho tempo per ascoltare buona musica flamenca o per vedere documentari sulla tradizione andalusa, insomma faccio quello che mi piace con molta calma.

Quanto ti manca l’insegnamento, la scuola, il rapporto con gli allievi?

Mi manca tutto tantissimo! I miei corsi non sono solo il modo di imparare qualcosa di magico e travolgente come è il Flamenco. Nelle mie classi non entrano corpi che vogliono ballare, entrano storie uniche ed emozionanti che arricchiscono in maniera esclusiva le mie lezioni. Sono loro la linfa vitale dei miei sorrisi e della mia creatività, della mia energia e della mia voglia di imparare…anche da loro. Ogni lezione è occasione per scaricarsi dalle tensioni e dai problemi della quotidianità e caricarsi dell’energia positiva che ci scambiamo. Tutto questo è il gruppo “Fantasia Flamenca”, un gruppo molto eterogeneo che fa delle proprie diversità la forza distintiva.

Quali sono le iniziative volte al rilancio della Tua scuola che intendi  mettere in campo non appena l’emergenza sarà terminata?

Per tutte le attività artistiche e in generale per tutte le attività di formazione indubbiamente questo periodo dell’anno è quello più importante. Nel mio caso questi sono quei mesi in cui si raccolgono i veri frutti del lavoro iniziato a ottobre e si stringono i denti per riuscire a portare a casa nuove coreografie, si scelgono e si ordinano abiti adatti e accessori che di solito compriamo direttamente in Spagna e si delinea il calendario di spettacoli che portiamo in scena in primavera ed estate. Da questa analisi si capisce bene che stare fermi in questo periodo ci porta soprattutto una perdita di risultati ma io sono fiduciosa. Ho la fortuna di dirigere una piccola compagnia di baile che però ha tantissime occasioni di esibizione, ricevo ingaggi per occasioni pubbliche e per eventi privati, collaboriamo tanto con le pro-loco ed associazioni di beneficienza quanto con resort a cinque stelle e questo continueremo a fare. Nel nostro calendario ci sono già impegni per fine giugno, luglio e agosto, dobbiamo solo sperare che questa situazione si risolva il prima possibile così da tornare a provare in aula il nostro repertorio. In questi giorni ci stiamo scambiano su un gruppo whatsapp i video delle coreografie così che ognuno possa individualmente ripassare i passi, il nuovo inizio non ci troverà impreparati!

Secondo te il modo di fare lezione, l’approccio all’ insegnamento sarà lo stesso una volta passata l’emergenza?

Dopo questa emergenza l’approccio con gli altri non sarà lo stesso almeno per il primo periodo. Per l’insegnamento però dobbiamo fare tutto un altro discorso. L’insegnante svolge questo ruolo per vocazione, per passione e sa bene che il contatto umano e il calore umano non hanno rivali. Non c’è schermo che tenga, non c’è lezione on-line, dispense o video che possano sostituire una lezione in classe. Sapete?! A volte durante una lezione un sorriso fatto al momento giusto, uno sguardo rassicurante fatto al momento giusto o un “Brava!” detto al momento giusto insegnano di più di tante parole e tanti passi ripetuti mille volte. Io amo il rapporto umano ed è anche per questo che  da quando è iniziata questa quarantena non sono riuscita ad inviare ai miei allievi neanche una mini lezione di flamenco magari registrata nel salotto di casa come fanno tanti miei colleghi. Che poi, lo assicuro, mi piacerebbe, ma non ci riesco! Spero che mi perdoneranno.

Quarantena da Covid-19. Un fermo obbligato o un momento di analisi e introspezione?

Questa quarantena è assolutamente un momento di fermo che noi “dobbiamo”! Dobbiamo a noi stessi, ai nostri parenti, ai nostri amici certo ma anche ai dottori e chiunque si sta facendo in quattro per salvarci la vita. Nel gruppo Fantasia Flamenca ci sono diversi elementi che lavorano all’Ospedale di Belcolle e so’ quanti sacrifici stanno facendo, io le ammiro e le stimo. Questo è un momento in cui dobbiamo fermarci ma non dobbiamo viverla come un peso piuttosto come un’opportunità che abbiamo di uscire da questa situazione. Questi giorni di clausura ci hanno messo allo specchio anche momenti di analisi, abbiamo tutti pensato, me compresa, a cosa ci stesse dicendo la natura, ci siamo chiesti più e più volte cosa volessero fare i nostri governanti, quelli europei e poi quelli di tutto il mondo e poi sicuramente in molti abbiamo pensato che si stesse “giocando” una guerra. Poi ci siamo guardati allo specchio un po’ meglio e abbiamo iniziato ad apprezzare anche le famose “piccole cose”. Dal mio canto, io ero già sintonizzata  su questa frequenza visto che mi emoziono per i fiori di campo e faccio i salti di gioia quando vedo il mio lievito madre esplodere.

Qual è la prima cosa che farai  non appena avrà la possibilità di tornare ad uscire liberamente?

Quando torneremo alla normalità programmerò sicuramente un viaggio e sarà in montagna. Mi manca passeggiare, osservare gli insetti che si posano sui fiori e tentare di seguirli con lo sguardo il più a lungo possibile,  perdermi in un panorama e vedere la mia bambina di due anni sulle spalle del suo papà che curiosa cerca di avvistare un cervo.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato. Un saluto ed un Tuo personale messaggio ai lettori de La Fune…

Vi auguro di vivere questo periodo nella maniera più serena possibile, ricordate che siamo ricchi e spesso non lo sappiamo! Spero di vedervi tutti presto magari a lezione o nel pubblico di uno dei miei spettacoli! Evviva La Fune! Evviva il flamenco! Evviva Fantasia Flamenca y olè para vosotros!

 

Oltre a questa interessantissima intervista,  Laura ci regala anche un bellissimo disegno realizzato da una sua allieva durante la quarantena. L’italia è ritratta come una meravigliosa Bailaora: sa battere i piedi per farsi sentire. Sa trattenere le forze per il crescendo finale. Sa accarezzare il mondo con il suo manton tricolore. Questo è l’omaggio all’ Italia e agli italiani di Fantasia Flamenca.

 

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