Vivere tra muffa, acqua e degrado. La Viterbo al margine nel quartiere Carmine
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Effettivamente ci mostrano le foto. Vernice scrostata, muffe, segni di umidità importante sulle pareti. E ci raccontano di impianti dove passa l'acqua ancora fatti in piombo, che per la salute non è proprio un toccasana. Così come di impianti elettrici obsoleti che fanno saltare sempre la corrente.

VITERBO – “Che cosa dobbiamo fare?”. Con questa domanda ci raggiungono alcuni residenti delle palazzine comunali di via Vico Squarano, nel quartiere Carmine. Raccontano di situazioni di forte disagio abitativo, nel quale vivono ogni giorno anche bambini e invalidi. “Affrontiamo febbre, polmoniti. Questo perché siamo costretti a vivere in ambienti insalubri”.

Effettivamente ci mostrano le foto. Vernice scrostata, muffe, segni di umidità importante sulle pareti. E ci raccontano di impianti dove passa l’acqua ancora fatti in piombo, che per la salute non è proprio un toccasana. Così come di impianti elettrici obsoleti che fanno saltare sempre la corrente. Sarebbero decine i cittadini che vivono in queste condizioni, disillusi dalle promesse ultradecennali della politica.

Sei le palazzine del Comune di Viterbo in questa zona. Si tratta delle note “ex case minime”. Con circa un milione di euro due di queste sono state riportate alla dignità, con tanto di miglioramenti energetici e cappotto termico. I lavori si sono conclusi nel 2024 e su 12 alloggi il degrado e i suoi segni sono stati finalmente cancellati. Ma le altre palazzine sono rimaste come erano e all’interno si vive male, molto male.

Andremo a chiedere a Palazzo dei Priori perché, cercando di capire come essere utili a questa parte silenziosa e invisibile di Viterbo.

 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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