Viva Viterbo, lepre o coniglio?
lepre
800x120 (1)
L'articolo che state per leggere è stato scritto prima dello strappo a notte fonda di Viva Viterbo con il resto della maggioranza. Abbiamo deciso di pubblicarlo comunque perché riesce a fornire un dettaglio in più sulla giornata di ieri.

L’articolo che state per leggere è stato scritto prima dello strappo a notte fonda di Viva Viterbo con il resto della maggioranza. Abbiamo deciso di pubblicarlo comunque perché riesce a fornire un dettaglio in più sulla giornata di ieri.

Volenti o nolenti è lapalissiano ammettere che Viva Viterbo ha conquistato in questo frangente politico cittadino una centralità. Come riuscirà a metterla a frutto e quale sarà la strada che avrà in destino di percorrere non è in nostra dote prevederlo.

Le opzioni sono diverse e tutte capaci di generare mondi profondamente distanti. Rossi e i suoi possono scegliere di uscire dalla maggioranza, con cui hanno già ingaggiato un bel corpo a corpo, e approfittare dei mesi che mancano alle votazioni per una campagna elettorale serrata. Tempo utile per rifarsi “una verginità”, affossare ciò che resterebbe della maggioranza e attraverso l’arma della comunicazione (che il movimento sa gestire indubbiamente in maniera sensata) conquistare fette di elettorato. Possono anche essere messi alla porta dal Pd, che risulta essere piuttosto “imbufalito” per gli ultimi eventi. Questa opzione riprodurrebbe il primo quadro.

Oppure la scelta potrebbe essere quella di rimanere in maggioranza, con il bene placido dei democratici. In questo caso Viva Viterbo rispetterebbe l’accordo iniziale con Michelini, puntando sulla coerenza. Magari cercando di ottenere qualche risultato da mettere in mostra.

Lepre o coniglio? In fondo è questa la scelta. Da una parte il rischio di finire impallinati, dall’altra in padella. Però è questo il momento del bivio, delle scelte per Rossi e i suoi. Circa un anno di praterie su cui scorrazzare, alla costruzione del consenso per ritentare l’arrembaggio a Palazzo dei Priori.

800 Confartigianato
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
lafune_300 x 600
TdP_Inalazioni
monastero interno
aiac_banner_01
POST FB 02
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
asvis 2
domenicale post
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Fune 300x300