Viva Viterbo e primarie, Contardo: “Non seguo Barelli, presto per parlare delle elezioni”
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Barelli apre al fronte del rinnovamento, alcuni lo seguono (o almeno rimangono in ascolto) mentre altri lo ignorano. È il caso di Enrico Contardo di Noi con Salvini che rimanda al mittente la proposta dell’esponente di Viva Viterbo che ha parlato della possibilità di unire l’opposizione a Michelini in un “fronte del rinnovamento” trovando una sintesi tramite le primarie.

Barelli apre al fronte del rinnovamento, alcuni lo seguono (o almeno rimangono in ascolto) mentre altri lo ignorano. È il caso di Enrico Contardo di Noi con Salvini che rimanda al mittente la proposta dell’esponente di Viva Viterbo che ha parlato della possibilità di unire l’opposizione a Michelini in un “fronte del rinnovamento” trovando una sintesi tramite le primarie.

“Non seguo cosa dice Barelli, non lo seguivo prima figuraiamoci adesso che non è più in Comune. Secondo me – dice Contardo – è presto per parlare delle Comunali a Viterbo. Ci sono prima le politiche e le regionali che stravolgeranno gli assetti e dunque ciò che pensiamo adesso non varrà più dopo quelle tornate”. Il tema all’ordine del giorno è quello delle primarie. “Non si può puntare a un sistema – ancora Contardo – che si usa quando fa comodo e quando non fa comodo no. L’anno scorso a Latina e Roma non si sono usate, e prima ancora nemmeno per Rieti e Frosinone. Così in tutta Italia. C’è stata una commissione parlamentare che ha deciso gli assetti, non è che a Viterbo siamo diversi”.

Primarie no, insomma, soprattutto se le spinge qualcuno solo perché gli fa più comodo per avere peso a livello locale. Però se fosse l’unico strumento per stare insieme, se ne può parlare. “Non siamo formalmente contro – conclude – però è assurdo pensare che ognuno possa fare come gli pare in base al peso che pensa di avere. Poi, se dovessimo fare le primarie per stare insieme, le faremo, ma io sono contrario a inseguire il Pd in quello che fa”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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