Viva Viterbo e la strategia della demolizione di Michelini e Ciambella
Barelli Santucci Rossi De Alexandris Viva-Viterbo
Gli Stati Generali La Fune
“Cinema Genio, una domanda a Luisa Ciambella: e adesso come lo valorizzi?”. E ancora: “Viterbo non ha un sindaco”. Firmato Viva Viterbo.

“Cinema Genio, una domanda a Luisa Ciambella: e adesso come lo valorizzi?”. E ancora: “Viterbo non ha un sindaco”. Firmato Viva Viterbo.

Opposizione durissima. L’avevano giurata così Filippo Rossi & Co. Nelle ore successive all’uscita dalla maggioranza Michelini. Così in un pugno di giorni che ci separano da quel momento cruciale abbiamo assistito a una serie di interventi a gamba tesa a suon di comunicati stampa e a un tamburo battente via Facebook. Barelli, De Alexandris, Rossi. Questi i nomi all’artiglieria. Nel mirino tanto il primo cittadino quanto la sua vice. Il cuore dell’amministrazione Michelini ma anche pezzi forti intorno a cui potrebbe essere riscostruito un seguito di questa amministrazione nel futuro di governo del comune capoluogo.

Strategia della demolizione, così potremmo definire quanto messo in campo dalla squadra di Viva Viterbo in questi giorni. E tutti gli indizi suggeriscono che “il meglio” deve ancora venire. Viva Viterbo è alla ricarca di un nuovo posizionamento e nel suo cammino, potete giurarci, cercherà di spingere l’attuale maggioranza nell’angolo etichettabile come “politica della conservazione”. Conservazione di uno status quo piccolo e stretto davanti alla quale raccontarsi come innovatori, sognatori, gente capace di cambiamento in positivo.

Ai micheliniani il difficile compito di controbattere. Difficile perché farlo con il peso della gestioen della città sulle spalle è, da che mondo e mondo, penalizzante.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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