Viva Viterbo: "A Palazzo dei Priori previste 20 assunzioni, a pochi mesi dalla fine del mandato"
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Viva Viterbo pone una serie di interrogazioni interessanti alla maggioranza Michelini ma rimane in attesa di risposte. Così il portavoce Giacomo Barelli lancia quella che è stata battezzata "operazione verità". Un riproporre a mezzo stampa tutte le domande poste tramite lo strumento delle interrogazioni.

Viva Viterbo pone una serie di interrogazioni interessanti alla maggioranza Michelini ma rimane in attesa di risposte. Così il portavoce Giacomo Barelli lancia quella che è stata battezzata “operazione verità”. Un riproporre a mezzo stampa tutte le domande poste tramite lo strumento delle interrogazioni.

In sostanza si chiede di sapere qualcosa su nuove assunzioni che sarebbero previste, a pochi mesi dal voto, a Palazzo dei Priori. E altre spese in programma. 

 

“Con l’avvicinarsi della campagna elettorale e dunque di un periodo in cui si assiste a una serie di bilanci delle cose fatte e promesse e di quelle da fare, troppo spesso “un po’ gonfiati” potremo dire, la lista civica Viva Viterbo con i suoi consiglieri Filippo Rossi e Maria Rita De Alexandris ha promosso una sorta di “operazione verità” – così Barelli -.

Sono state presentate agli atti del Comune una serie di interrogazioni (circa una decina) al Sindaco e alla Giunta con la richiesta di avere una risposta per iscritto su alcuni temi di particolare importanza per l’amministrazione della città e sui quali troppo spesso viene fatta propaganda e non informazione.

Mai come in periodo pre elettorale è importante rammentare il brocardo “verba volant scripta manent”. Abbiamo chiesto all’Amministrazione di ragguagliarci sullo stato del piano delle assunzioni, oltre 20, che il Comune ha previsto di fare proprio in questi ultimi giorni del suo mandato, dei costi e del relativo stato delle procedure.

Abbiamo chiesto anche lumi sui “fantomatici”soldi del piano periferie di cui al di là​ dei milioni di euro sbandierati da assessori e consiglieri di maggioranza (non sono d’accordo nemmeno sugli importi) a oggi non sappiamo nemmeno quanti sono, se sono arrivati e soprattutto per fare cosa e con quali procedure per assegnare eventuali lavori e incarichi.

Anche le questioni dei soldi “contesi” ( quasi 5 milioni) di Esattorie Spa, come anche quella del Canile municipale e del parco canile oggetto di uno strano “vorrei ma non posso “ da parte dell’amministrazione sono stati oggetto delle nostre richieste di chiarimenti.

Così come abbiamo chiesto lumi di alcuni movimenti in relazione a incarichi per il Museo Civico per il quale di certo non si trovano fondi per la sua riapertura completa ma si vagheggia la possibilità di “pagare” altre persone esterne magari in barba alle professionalità che già ci sono all’interno del Comune.

Abbiamo anche chiesto conto degli introiti dell’imposta di soggiorno e soprattutto su a che punto sia quel “grande piano” di valorizzazione che in sede di Bilancio sindaco e vicesindaco indicavano come lo strumento che avrebbe permesso di riqualificare immobili strategici come il Cinema Genio o lo stesso Museo Civico portando anche soldi nelle casse del Comune.

Ad oggi sono rimaste senza risposta altre nostre importanti interrogazioni (come quella a esempio all’assessore ai Tributi sul pagamento da parte del Partito Popolare dei tributi comunali della casa di Via Monte Zebio) ma riteniamo che prima di ri-indossare come facevano gli antichi romani quella “toga bianca con cui era costume che i concorrenti per una carica statale apparissero in pubblico” sindaco e amministratori uscenti facciano chiarezza anche sui risultati del loro operato.

Daremo conto ovviamente ai cittadini delle risposte che ci perverranno pronti come sempre a confrontarci pubblicamente con tutti sui fatti più che sulle parole”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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