Vittorio Sgarbi: "Sutri è una città che deve rinascere davanti al mondo. Mi candido a sindaco"
SGARBI
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La Tuscia è terra di comuni che tirano in ballo "la capra", animale tanto caro a Vittorio Sgarbi. C'è Caprarola, c'è Capranica ... Ma l'attenzione del particolare critico d'arte italiano è caduta su Sutri. Borgo di cui aspira diventare primo cittadino.

La Tuscia è terra di comuni che tirano in ballo “la capra”, animale tanto caro a Vittorio Sgarbi. C’è Caprarola, c’è Capranica … Ma l’attenzione del particolare critico d’arte italiano è caduta su Sutri. Borgo di cui aspira diventare primo cittadino.

La notizia della decisione da parte di Sgarbi a candidarsi come sindaco di Sutri ha iniziato a circolare in queste ore. “Sutri è una città che deve rinascere davanti al mondo per l’importanza del suo patrimonio artistico”. Queste le parole dello stesso Sgarbi.

“Con la lista Rinascimento, in contrasto con la mediocrità e l’ignoranza, e contro la mediocrazia al potere e l’assurda autocandidatura di Di Maio alla presidenza del Consiglio, sulla base della sua inesperienza e incapacità, ho deciso di candidarmi a sindaco di Sutri”. Continua la sgarbiana dichiarazione.

“Come deputato – prosegue Sgarbi – presenterò subito una proposta per Sutri città d’arte e indicherà come simbolo la Torre degli Arraggiati. A favore della città e della sua importanza vi è, in controtendenza, l’incremento demografico, cui io contribuirò eleggendo la cittadinanza a Sutri. Resto disponibile alle componenti politiche che vorranno condividere il progretto. Hi già interloquito con le forze di maggioranza della città di Sutri. Spero che intendano la mia offerta come rilancio di una grande città e con la garanzia di esercitare il mandato a titolo gratuito, rinunciando a ogni indennità”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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