Vittoria per Viterbo, la fontana di Porta San Pietro sarà restaurata
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VITERBO - Correva l’anno 2015 quando La Fune lanciò all’allora sindaco Leonardo Michelini una sfida: “Dignità per la fontana di Pio II”.

VITERBO – Correva l’anno 2015 quando La Fune lanciò all’allora sindaco Leonardo Michelini una sfida: “Dignità per la fontana di Pio II”.

“Caro sindaco Michelini dimostri il suo amore per le fontane di Viterbo, iniziando dalla fontana di Pio II, da troppo tempo dimenticata e sfregiata a porta San Pietro – questo il nostro appello -. Ha vinto le elezioni anche promettendo rispetto per le fontane di Viterbo. In tanti ricorderanno la sua pubblicazione su questa bellezza viterbese. Peccato che quello che è stato apprezzato sulla carta e negli slogan della campagna elettorale non sta trovando riscontro nella realtà quotidiana”.

L’invito non venne raccolto. Né da Michelini né dall’assessore Alvaro Ricci o altri pezzi di giunta o consiglio. All’inizio dell’era Arena (correva l’anno 2018) rinnovammo l’appello: “Speriamo di avere migliore riscontri e segni di maggiore sensibilità dall’assessore Laura Allegrini. A cui rivolgiamo la nostra preghiera di intervento, in difesa della bellezza e della storia della città di Viterbo”.

Ci sono voluti tre anni ma Palazzo dei Priori è riuscito nell’azione. Saranno rimosse le scatole e i cavi elettrici che la “crocefiggono” e deturpano. Quindi si spianerà la strada al restauro guidato e finanziato dalla Soprintendenza. 

Per La Fune, che sulla fontana di porta San Pietro ha sempre tenuto alta l’attenzione, si tratta di una piccola grande vittoria. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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