
VITERBO – Correva l’anno 2015 quando La Fune lanciò all’allora sindaco Leonardo Michelini una sfida: “Dignità per la fontana di Pio II”.
“Caro sindaco Michelini dimostri il suo amore per le fontane di Viterbo, iniziando dalla fontana di Pio II, da troppo tempo dimenticata e sfregiata a porta San Pietro – questo il nostro appello -. Ha vinto le elezioni anche promettendo rispetto per le fontane di Viterbo. In tanti ricorderanno la sua pubblicazione su questa bellezza viterbese. Peccato che quello che è stato apprezzato sulla carta e negli slogan della campagna elettorale non sta trovando riscontro nella realtà quotidiana”.
L’invito non venne raccolto. Né da Michelini né dall’assessore Alvaro Ricci o altri pezzi di giunta o consiglio. All’inizio dell’era Arena (correva l’anno 2018) rinnovammo l’appello: “Speriamo di avere migliore riscontri e segni di maggiore sensibilità dall’assessore Laura Allegrini. A cui rivolgiamo la nostra preghiera di intervento, in difesa della bellezza e della storia della città di Viterbo”.
Ci sono voluti tre anni ma Palazzo dei Priori è riuscito nell’azione. Saranno rimosse le scatole e i cavi elettrici che la “crocefiggono” e deturpano. Quindi si spianerà la strada al restauro guidato e finanziato dalla Soprintendenza.
Per La Fune, che sulla fontana di porta San Pietro ha sempre tenuto alta l’attenzione, si tratta di una piccola grande vittoria.

















