Vittoria! La fontana di piazza delle Erbe liberata dalla gabbia
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VITERBO – Ieri pomeriggio gli operai hanno smontato l’orrenda luminaria che umiliava il monumento. Il nostro giornale fin da subito si era schierato contro tale scempio.

VITERBO – Vittoria! La fontana di piazza delle Erbe è di nuovo libera.

Ieri pomeriggio verso le 17,30 la “gabbia” è stata rimossa e la fontana è tornata al suo antico splendore.

Il nostro giornale fin da subito si era schierato contro tale scempio definendolo “una pacchianata che umilia la bellezza di uno dei monumenti più belli e rappresentativi della città di Viterbo”.

L’unica domanda che ci rimane da fare è: come è possibile che in un capoluogo di provincia, in pieno centro storico, su una fontana soggetta a vincolo, qualcuno abbia potuto mettere una struttura di metallo in appoggio su una fontana storica senza progetto, senza autorizzazione, e senza permesso delle autorità competenti? Così come se stesse addobbando il cortile di casa sua…

Chissà cosa sarebbe successo se non ci fosse stata la levata di scudi da parte degli organi di stampa… Probabilmente quella pacchianata sarebbe rimasta al suo posto fino al 6 gennaio.

 

 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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