

VITERBO – Forse i cittadini non sono stati debitamente informati, ma da anni — e attraverso il passaggio di diverse amministrazioni — Viterbo sta lavorando sodo per conquistare un primato storico.
Avete presente piazza Navona a Roma? No, non quella di oggi, dove a Natale si affollano le bancarelle della Befana o dove il resto dell’anno si ammira la fontana dei Fiumi del Bernini mentre si sorseggia uno spritz. Parliamo della piazza Navona di un tempo, quella che veniva scientemente allagata per dare vita a giochi rinfrescanti, trasformando il cuore della città in un bacino d’acqua.
Bene: la nostra Viterbo sogna di replicare quell’esperimento su scala monumentale, e per farlo non ha puntato su una singola piazza, bensì sull’intero tessuto urbano. È questa la chiave di lettura per comprendere perché tutti i tombini cittadini siano stati sistematicamente lasciati tappare. Fare un giro per le vie dei quartieri per credere.
Esistono “tappature” di scuola antica, altre più classiche, alcune decisamente raffinate e poi ci sono quelle clamorose, degne di nota, come quella immortalata in un noto crocevia dei Cappuccini. Ci sono tappature risalenti al “Marinico”, “all’Arenico”, “al Michelinico” e quelle di più recente formazione: quelle del “Frontinico di mezzo”.
La situazione dei tombini ostruiti e della loro conseguente pericolosità in caso di piogge intense o improvvise bombe d’acqua ci era stata segnalata giorni fa da una lettrice. Inizialmente le avevamo risposto che il fatto era arcinoto e che avevamo già dato abbondante spazio a questa atavica problematica. Poi, consumando le suole delle scarpe sull’asfalto, ci siamo resi conto che la signora aveva ragione da vendere (e ce ne scusiamo pubblicamente).
Sì, perché una condizione da sempre critica è peggiorata in modo drastico, assumendo contorni più che tragici. Anzi, potremmo definirla decisamente grottesca. Passano i cieli, passa la terra, si susseguono le amministrazioni — che siano di centrodestra, di centrosinistra, civiche, o civiche con scappellamento a destra o a sinistra — ma i tombini attappati a Viterbo non passeranno mai. Alleluja, alleluja.
Ora non ci resta che spolverare le barche e armarci di remi: in fondo, la prossima pioggia intensa è già dietro l’angolo.

















