

VITERBO – Il capoluogo della Tuscia si trova di fronte a una svolta cruciale per il suo futuro: l’implementazione del Piano Urbano di Mobilità Sostenibile (PUMS). Un obiettivo ambizioso, che mira a trasformare la città in un luogo più vivibile e meno inquinato, la cui realizzazione, tuttavia, non è affatto impossibile ma dipenderà in larga misura da scelte strategiche, volontà politica e un’adeguata allocazione di risorse economiche.
La sfida è imponente, come sottolinea Giulio Della Rocca, che pur riconoscendo una certa presunzione nel suo spirito critico, non esita a evidenziare la cruda realtà: “Che il PUMS sia molto difficile è ovvio”. Il principale ostacolo è rappresentato dalla massiccia presenza di veicoli privati. I dati del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile ed il Clima (PAESC) del Comune di Viterbo sono eloquenti: circa 40.000 auto circolano quotidianamente in città, a cui si aggiungono quelle di turisti e pendolari dalla provincia, contribuendo in modo significativo all’inquinamento atmosferico.
La mancanza di parcheggi sufficienti aggrava la situazione, spingendo molti a un circolo vizioso di dipendenza dall’auto, che Della Rocca
riassume con un pessimistico “Praticamente non c’è speranza.”
Eppure, il PUMS non può e non deve essere un miraggio. Esso deve prioritariamente puntare al potenziamento del trasporto pubblico, allo sviluppo di una rete di piste ciclabili e al rafforzamento dei parcheggi di interscambio per incentivare la mobilità sostenibile. In questo contesto, le proposte di Giulio Della Rocca assumono un’importanza particolare, offrendo soluzioni concrete e innovative per affrontare le specificità di Viterbo, in particolare il suo prezioso ma complesso centro storico medievale.
Le Proposte di Della Rocca per una Viterbo più accessibile:
1. Una circolare urbana per il centro storico: Il primo obiettivo, e forse il più immediato, è l’istituzione di un servizio circolare continuo, su quattro ruote, che percorra ininterrottamente il perimetro delle mura cittadine. Questo bus avrebbe il compito di caricare e scaricare pedoni in punti strategici. L’idea è semplice ma efficace: chi arriva da zona periferica come la Mazzetta e deve raggiungere la Rocca di Albornoz, potrebbe essere scaricato a Porta Fiorentina dopo aver raggiunto Porta Romana, riducendo la necessità di attraversare il centro in auto.
Analogamente, chi si trova a Porta della Verità e deve dirigersi all’università, potrebbe prendere il bus subito fuori le mura ed essere lasciato a pochi metri dalla destinazione. L’obiettivo è chiaro: liberare il cuore di Viterbo dalle auto private.
2. Collegamenti periferia-mura: Il secondo obiettivo mira a decongestionare il traffico proveniente dalle aree esterne. Attualmente, la zona come il PalaMalè, Santa Barbara, l’area dietro lo stadio e il polo Belcolle-San Martino dipendono quasi totalmente dall’auto per raggiungere il centro. Si propone la creazione di percorsi bus brevi e frequenti che colleghino questi punti alle porte cittadine più vicine. Da lì, i passeggeri potrebbero usufruire del servizio circolare per spostarsi all’interno e attorno alle mura. Questo sistema ridurrebbe drasticamente la pressione sui parcheggi e sul traffico nelle zone adiacenti il centro, sia all’esterno che all’interno delle mura, a patto che il servizio sia costante e affidabile.
3. La Metropolitana di Superficie, un sogno ambizioso ma realizzabile: Il terzo obiettivo, decisamente più ambizioso ma fondamentale per una programmazione a lungo termine del territorio, è la realizzazione di una “metropolitana di superficie”. Partendo da Bagnaia, utilizzando la linea Roma Nord esistente, il percorso toccherebbe Santa Lucia e Santa Barbara. L’innovazione sta nel ripristino delle rotaie, ancora presenti sotto l’asfalto della Teverina, che collegano le stazioni della Roma Nord e delle Ferrovie dello Stato. Le due carrozze provenienti da Bagnaia, dopo una fermata a Santa Lucia, proseguiranno per Porta Fiorentina, Piazza Crispi, Porta Romana, fino all’Ospedale S. Rosa (Belcolle). Per l’ospedale, dalla stazione più vicina, un piccolo bus farebbe da spola.
Questa visione richiederebbe la creazione di nuove stazioni a Santa Lucia, Piazza Crispi e Belcolle, aprendo a Viterbo una nuova era di connettività rapida e pulita all’interno del suo stesso tessuto urbano.
Il PUMS di Viterbo è più di un progetto; è un’opportunità per ridefinire l’identità della città. Con il coinvolgimento attivo della comunità e un impegno condiviso da parte delle istituzioni, Viterbo può superare le sue attuali sfide legate alla mobilità, trasformandosi in una città più vivibile per i residenti e ancora più attrattiva per i turisti. Solo così il suo inestimabile patrimonio storico potrà essere valorizzato non solo come testimonianza del passato, ma anche come biglietto da visita di un futuro all’insegna della sostenibilità.
© Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia

















