Viterbo torna a fare il capoluogo, almeno sulla difesa dell'ambiente. Frontini incontra 40 associazioni di tutela del territorio
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VITERBO - Nella Tuscia infatti c'è il 78,8% di tutti gli impianti presenti nel Lazio, l'altro 21,5% delle installazioni sono tra Roma, Frosinone e Latina, 0 a Rieti. Un fenomeno, quello in atto, che impoverisce la Tuscia e arricchisce speculatori.

VITERBO – In programma per questa settimana l’incontro tra oltre quaranta associazioni e comitati, che lavorano quotidianamente per la tutela dell’ambiente tra la Tuscia e l’Orvietano, e la sindaca di Viterbo Chiara Frontini. 

Un appuntamento molto importante, che racconta di una centralità che almeno sul tema della tutela dell’ambiente Viterbo sta riconquistando. Il primo cittadino di Viterbo è riconosciuta come interlocutore attivo e credibili dai movimenti di tutela dell’ambiente perché al momento è l’unico amministratore del territorio ad avere inoltrato una richiesta di “inchiesta pubblica” per l’abnorme quantità di installazioni relative alle rinnovabili speculative, agli impianti di trattamento e alle discariche dei rifiuti presenti in provincia di Viterbo.

Nella Tuscia infatti c’è il 78,8% di tutti gli impianti presenti nel Lazio, l’altro 21,5% delle installazioni sono tra Roma, Frosinone e Latina, 0 a Rieti. Un fenomeno, quello in atto, che impoverisce la Tuscia e arricchisce speculatori.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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