Viterbo sul podio nella guida tra le migliori terme libere d'Italia
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Il sito momondo.it stila una classifica delle 14 migliori terme libere italiane, la Tuscia è presente con ben quattro aree

Chi vive nella Tuscia conosce bene la bellezza e le potenzialità delle terme di Viterbo, sia quelle private che quelle libere, che da sempre accolgono ogni anno migliaia di visitatori e turisti. Ora a confermare la bellezza delle terme viterbesi arriva anche la classifica stipulata dal sito momondo.it, che mette in evidenza le migliori 14 terme libere italiane. La Tuscia è presente nella lista con ben quattro località.

“Con il freddo della stagione aumenta il desiderio di lasciarsi coccolare. L’Italia offre molte possibilità, con centri termali diffusi in tutto il paese. Ma forse non tutti sanno che, oltre alle soluzioni più note, esistono molte altre possibilità. Come le terme libere, sempre più frequentate, anche in questo periodo”. Scrivono sul sito internet di momondo.it. “Viterbo, area tra le più generose. Affonda le radici nell’antichità la storia delle Terme di Viterbo. Dagli etruschi ai romani, la zona era già nota in tempi remoti come luogo di salute e benessere. La frequentazione da parte di diversi Papi negli anni è valsa poi all’area l’appellativo di Terme della Città dei Papi”.

“Qui – continua la descrizione – è possibile trovare comodi centri attrezzati, ma anche diverse aree libere, a cui accedere senza spendere nulla o pagando solo un piccolo contributo per le spese di manutenzione. È il caso delle Masse di San Sisto, affidate all’omonima associazione, comprensive di una sorgente calda e di una fredda. Stessa modalità di accesso per le Terme del Bagnaccio, gestite da un’associazione locale che si occupa di mantenere l’area in buono stato. Anche in questo caso è possibile bagnarsi anche in inverno vista l’elevata temperatura delle acque termali. Cinque le vasche, arricchite da notevoli emissioni di gas. Completamente gratuite sono poi le Terme del Bullicame e le Piscine Carletti, dotate di una dozzina di vasche a diversa temperatura”.

 

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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