Viterbo Spoon River - Se Mazzini sapesse, si rivolterebbe nella tomba
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Continua il viaggio nella Viterbo dei negozi chiusi, delle famiglie senza più un reddito di sostentamento, dei sogni e delle vite bruciate di quei giovani che magari hanno voluto provarci ad aprirsi un'attività in questo posto.

Se Giuseppe Mazzini potesse vedere che via gli abbiamo intitolato noi viterbesi si rivolterebbe nella tomba. Un vero e proprio cimitero, di quelli che fanno venire i brividi e l’istinto di farti il segno della croce. Pensare che è stato l’ideologo della Giovine Italia e guardare come è ridotto questo lembetto d’Italia, che nella città dei Papi porta il suo nome, sembra quasi una presa per i fondelli.

Come avrete capito il nostro viaggio nella Viterbo Spoon River continua su via Mazzini. Potrebbe essere una viuzza che, qualora esistesse un turismo religioso, diretto al santuario di Santa Rosa, non se la passerebbe poi tanto male. Ma chi, nei decenni trascorsi, ha mai pensato a questa ipotesi? Quali amministratori hanno tentato, quantomeno, di prendere contatto con L’Opera Romana Pellegrinaggi per verificare la possibilità o meno di percorrere uno sviluppo turistico di Viterbo anche in questa direzione? Quanti, tra gli attuali amministratori, ci pensaranno nei prossimi giorni, mesi, anni?

Ce lo domandiamo e rimaniamo sulla sponda del fiume in attesa. Speriamo di rimanere vivi per poter vedere passare quel giorno.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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