Viterbo Spoon River - Su via La Fontaine 16 negozi chiusi in pochi metri
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C'è un tratto di città particolarmente denso di storie commerciali finite. Siamo su via Cardinal La Fontaine e se ci fermiamo a riflettere su quello che stiamo vedendo un brivido ci corre sulla schiena.

Sedici negozi chiusi, questo è il bollettino di guerra sul fronte di via Cardinal La Fontaine. Non sappiamo chi sia l’Armando Diaz di turno, pessimo generale, che abbia contribuito e in qualche modo facilitato una così eclatante Caporetto. Di certo al centro di tutto c’è la crisi, che come la Grande Guerra, i morti li fa di suo. Però dovrà pur essere individuata una qualche responsabilità di chi ha guidato la città negli anni e ha lasciato, o contribuito a lasciare, il centro storico in balia del caso e degli episodi.

Via Cardinal La Fontaine è un pezzetto della città dentro le mura. Un tratto piuttosto corto che un centometrista di quelli bravi attraverserebbe in pochi decimi. Vedere così tante saracinesche abbassate, inferriate chiuse e vetrine con strati talmente densi di polvere che verrebbe quasi voglia di giocarci sopra a filetto è disarmante. Della serie: “Mi arrendo, sono circondato”.

La Spoon River viterbese passa anche da qui. Decine di storie finite, di attività produttive che “hanno dato il giro” e di più o meno poveri Cristi che si staranno scervellando per capire come sbarcare il lunario. Registriamo quanto accade e lo mostriamo a tutti. Perché siamo convinti che l’unico modo per trovare soluzione a un problema sta nell’ammettere che abbiamo un problema. 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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