Viterbo sotterranea, Palazzo dei Priori tiene chiuso un bene costato un milione di euro
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VITERBO - Un milione di euro, questa la cifra spesa per l'intera azione. Fondi arrivati da quel progetto Plus che porta la firma del primo cittadino Giulio Marini. L'ultima iniziativa armata di una visione che ha visto la luce a Viterbo.

VITERBO – Viterbo sotterranea, i lavori sono stati consegnati nel 2014 ma né Michelini né Arena hanno fatto nulla. Il primo sindaco per i cinque anni di mandato non mosse un dito. Il secondo, arrivato oltre la metà della consiliatura, sta seguendo la stessa strada.

Correva l’anno 2014, sette anni fa, quando venivano consegnate a Palazzo dei Priori le chiavi di
quell’attrattore che è stato immaginato e realizzato ai piedi di Palazzo di Vico. Un milione di euro, questa la cifra spesa per l’intera azione. Fondi arrivati da quel progetto Plus che porta la firma del primo cittadino Giulio Marini. L’ultima iniziativa armata di una visione che ha visto la luce a Viterbo.

Peccato che la Viterbo sotterranea sia rimasta al buio. Un attrattore in meno, in una città capoluogo che del turismo punta a fare uno dei suoi cavalli di battaglia. Allo stato attuale si registra quindi un milione di euro di soldi pubblici utilizzati per un nulla di fatto. A questo andrebbero aggiunti sette anni di una minore capacità attrattiva e di stimolo alla permanenza, che si ripercuote negativamente sul tessuto socio-economico del centro storico, e posti di lavoro potenziali persi nella mai attivata gestione del bene stesso.

Perdite che rischiano di protrarsi ancora a lungo, visto che il tema dell’apertura del sito non figura all’interno dell’agenda politica comunale. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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