VITERBO SOTT'ACQUA
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Per i bambini consigliata la maschera integrale di Decathlon, così potranno andare a scuola in sicurezza anche in caso in cui l'acqua sulle strade da attraversare dovesse superare la gola. Per chi si sposta in macchina consigliamo l'ascolto di "Senti come piove" di Jovanotti, un evergreen che può aiutare alla rassegnazione. 

VITERBO – Keep calm and carry on. Per i viterbesi: mantieni la calma e compra un gommone da tenere in garage. Non ci sono, fortunatamente, le bombe tedesche da cui farsi ombrello ma sono sempre più di stretta attualità quelle d’acqua. Per giunta la campagna elettorale è anche abbastanza lontana e nessuno, per farsi bello, va più a pulire i tombini e le caditoie. Morale della favola ogni volta che piove la città va sott’acqua.

Per i bambini consigliata la maschera integrale di Decathlon, così potranno andare a scuola in sicurezza anche in caso in cui il torrente sulle strade da attraversare dovesse superare la gola. Per chi si sposta in macchina consigliamo l’ascolto di “Senti come piove” di Jovanotti, un evergreen che può aiutare alla rassegnazione.

Non devono essersi invece rassegnati i molti viterbesi che hanno inondato i social di video che raccontano cosa è accaduto questa mattina nel capoluogo. Una narrazione in diretta, puntualissima e che non ha bisogno di “glossa”. Per chi si stesse chiedendo: ma cosa c’è stato? La risposta è: niente di molto diverso di quanto accade da un decennio a questa parte. Almeno dall’era Michelini, non tanto perché questo sindaco abbia gestito peggio “il tiraggio” dei tombini della città ma perché da lui in poi ha iniziato a piovere più forte. In tutto il mondo, non a Viterbo soltanto. Questo per precisare che Dio non ha voluto punirci per avere scelto Michelini (anzi).

Alle ore 11.30, minuto più minuto meno, hanno iniziato a cadere goccioloni grandi come una moneta da venti centesimi. Con un’intensità da mitraglietta Uzi. Alle 12 le gocce hanno iniziato a battere grandi come una moneta da cinquanta  centesimi. Poi sono diventate grandine. La trasformazione in cavallette invece non c’è stata. Le strade, con il combinato disposto dei sistemi di scolo inadeguati abbinati alla pulizia e “manutenzione zero” (i sindaci viterbesi sono un po’ come Rudolf Giuliani, si sa), sono diventati torrenti. Morale della favola traffico “in pappa” su Tangenziale Ovest (certo che lì è un bel disastro ogni volta), Tuscanese, Teverina, Cassia Nord (cimitero) ma anche via Garbini, via Belluno, via Cattaneo.

Particolarmente suggestivi i filmati arrivati dalla zona dell’Ipercoop con il Bonucci murales a sgranare gli occhi sulle auto ridotte a mezzi anfibi. Dei ragazzini sul cavalcavia del supermercato avrebbero anche messo in piedi un mercato nero di scommesse su quale macchina si sarebbe spenta sprofondando nelle acque. Fortunatamente ha smesso di piovere. Come sempre ci saranno grandi lamentele ma niente cambierà. Ringraziamo che non esistono fiumi veri nei paraggi. Alla prossima pioggia.

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Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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