Viterbo si prepara ad accogliere i pellegrini in vista del Giubileo
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Viterbo si prepara alla sfida del Giubileo con un progetto che vuole intercettare le ondate di turisti diretti a Roma per l'anno santo.

Fra circa sette giorni Papa Francesco aprirà al Porta Santa della basilica di San Pietro, momento in cui avrà inizio in tutto il mondo l’anno santo cattolico: il Giubileo. Un momento particolare per la fede cristiana, nel quale viene celebrata la remissione dei peccati, la riconciliazione, la conversione e la penitenza. Roma in questi giorni, nonostante l’allerta sicurezza, si prepara ad accogliere tantissimi fedeli, ma cosa ne è di Viterbo?

Ora più che mai, infatti, l’appellativo “Città dei Papi” dovrebbe essere un vanto per il capoluogo della Tuscia. Un’opportunità per beneficiare della luce riflessa del Giubileo romano e guidare nel nostro centro orde di turisti. L’amministrazione non vuole farsi sfuggire quest’occasione, così insieme alla diocesi viterbese sta prendendo forma un progetto destinato a caratterizzare il prossimo 2016. Si tratta di tre itinerari di fede, che fondono la vocazione religiosa con quella turistica della città stessa, in modo da offrire ai pellegrini uno spettacolo ulteriore a due passi dalla Capitale.

Pare che una bozza di studio sia già pronta e che preveda la creazione, o meglio la riorganizzazione, di tre percorsi tematici secondo l’idea di “Viterbo civitas pontifex”, ovvio riferimento alla città dei Papi, e di “Città della Via”, ammiccando con questa alla Via Francigena, la strada che portava i pellegrini dall’Europa fino a Roma.

Tre itinerari, quindi. Il primo è quello che rende Viterbo la Città dei Papi, ovvero il loro Palazzo, eretto dal Alessandro IV e sede del primo conclave della storia. Qui i pontefici del passato hanno lasciato le loro ‘tracce’. Il percorso poterà i turisti dalla piazza del duomo, fin dentro il quartiere medievale di San Pellegrino, alla riscoperta della Viterbo antica.

Il secondo itinerario è quello della Francigena, a partire da Acquapendente fino a Vetralla. Lungo la strada che attraversa la provincia, infatti, ci sono vari monasteri e chiese, tutti fondati dai vari ordini che si recavano in visita a Roma per l’accoglienza dei loro fratelli e dei pellegrini in arrivo da tutta Europa.

Il terzo percorso, infine, è legato alla devozione mariana. Sono stati scelti vari luoghi per rappresentare la vocazione della Tuscia, come la chiesa di Santa Maria della Trinità, la basilica di Santa Maria della Quercia e l’Eremo di Egidio da Viterbo a Soriano nel Cimino.

Tre percorsi che, stando all’assessore al turismo Barelli, potrebbero diventare quattro con l’introduzione del “cammino lungo il percorso cittadino della Macchina di Santa Rosa”, altro ideale luogo simbolico della religiosità di Viterbo, da poco inoltre nel patrimonio immateriale dei bene dell’Unesco. Secondo l’assessore, inoltre, per vincere la sfida del Giubileo, nei tre percorsi “si devono allestire una serie di servizi e di strutture per l’accoglienza, oltre al giusto materiale, soprattutto digitale per fruire dell’esperienza”.

 

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