Viterbo si fa ponte tra culture: al via il Festival internazionale Beauty and the Built Landscape
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A Viterbo al via il Festival internazionale Beauty and the Built Landscape: oltre 70 esperti da tutto il mondo rifletteranno fino al 21 giugno su architettura, urbanistica e bellezza del paesaggio costruito. Il discorso della sindaca Chiara Frontini.

VITERBO – La città dei papi apre le porte al mondo dell’architettura e dell’urbanistica con il primo Festival internazionale ‘Beauty and the Built Landscape’. Un evento straordinario che, dal 16 al 21 giugno, trasformerà Viterbo in un polo di riflessione, confronto e ricerca sul tema della bellezza del paesaggio costruito.

“La vostra presenza, oltre settanta voci autorevoli provenienti da tutto il mondo, trasforma Viterbo in un ponte tra culture e visioni. Gli spazi urbani sono lo specchio della comunità che li vive. Lo spazio urbano è linguaggio. La bellezza non è ornamento, ma sostanza stessa della vita. L’architettura, quando diventa civiltà, è una forma di giustizia”, ha aperto con queste parole la sindaca Chiara Frontini, sottolineando il valore simbolico e culturale dell’iniziativa.

Il festival è il risultato di un lavoro corale che prosegue da quasi un anno con l’obiettivo di restituire a Viterbo un’immagine proiettata oltre i confini storici, capace di proporsi come centro internazionale di ricerca e valorizzazione del patrimonio. Un impegno condiviso che ha visto protagonisti l’assessorato alla Qualità degli Spazi Urbani guidato da Emanuele Aronne, l’Ordine degli Architetti con la presidente e il vicepresidente Danilo Pasquini, insieme a una rete di enti e operatori del territorio. “Un ringraziamento al Professor Latini e al team operativo, alle consigliere De Alexandris e Pietrangeli, la dottoressa Aurora Montanaro e a tutte le persone che si sono impegnate per questo progetto”.

“L’urbanistica rappresenta la base del benessere urbano – ha evidenziato la sindaca  – e questo festival ambisce a riunire qui a Viterbo esperti e studiosi da tutto il mondo, creando occasioni di incontro e conoscenza. Vogliamo che Viterbo non sia solo custode della bellezza, ma protagonista attiva del dibattito internazionale su come costruire città più giuste, più belle e più sostenibili”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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