Viterbo saluta per sempre Sergio Milioni
MILIONI
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Ci ha lasciato nella notte all'ospedale Belcolle lo stilista Sergio Milioni. Stilista per le sue fini creazioni di alta sartoria, ma anche artista a tutto tondo e soprattutto grande innamorato della nostra città.

Ci ha lasciato nella notte all’ospedale Belcolle lo stilista Sergio Milioni. Stilista per le sue fini creazioni di alta sartoria, ma anche artista a tutto tondo e soprattutto grande innamorato della nostra città.

Il suo allestimento per le feste in Via dell’Orologio Vecchio è da sempre la campanella di inizio delle festività natalizie. Dal 1999, ogni viterbese sognava il Natale  davanti alle vetrine del suo atelier. Andare a comprare i regali nel magico mondo incantato da Sergio Milioni era come andare in Lapponia, tra gli elfi di Babbo Natale. Così come farsi cucire i proprio vestito da sposa, un pezzo unico.

Poco tempo fa il trasferimento in Via San Bonaventura e la voglia di rimettersi in gioco, di scompaginare un po’ le carte e rinnovarsi. Le creazioni di Sergio Milioni si riconoscono tra mille, una sola occhiata e le misure per il vestito dei sogni era quasi pronto. 

Lo si incontrava spesso in giro con i suoi amati cani, sempre a piedi Sergio, quasi a voler toccare ad ogni passo la città, il luogo di cui anni prima si era innamorato. Gentilezza e eleganza erano le sue prerogative.

Quest’anno a Natale, e in tutti i giorni dell’anno, mancherà un pezzo importante della nostra storia.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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