Viterbo saluta per l'ultima volta Fabrizio Bianchini
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VITERBO- Oggi l'ultimo saluto a Fabrizio Bianchini nella chiesa di Villanova

VITERBO- Oggi pomeriggio alle 16, nella chiesa di Villanova, l’ultimo saluto a Fabrizio Bianchini, ucciso dal Covid19 in Messico.

Nella sala Sant’Ilario e Valentino della chiesa di Villanova, da questa mattina è allestita la camera ardente per tutti coloro che vogliono salutare per l’ultima volta Fabrizio. Grande l’affluenza di amici, familiari, istituzioni per rendere omaggio alle ceneri del ragazzo molto conosciuto in città. A dare il triste annuncio della morte di Bizio, il fratello Paolo ” “Volevi essere cittadino del mondo. Ora, compreso il cielo, è  tutto tuo fratello mio”, questo il post pubblicato su Facebook che ha letteralmente paralizzato tutta la città.

Famiglia molto conosciuta in città, ristoratori di tradizione e grande attaccamento a questo settore tanto in difficoltà a causa della pandemia, lo stesso Fabrizio si trovava in Messico a gestire un ristorante come il fratello Paolo fa a Viterbo. 

I funerali saranno svolti questo pomeriggio alle 16 nel campo sportivo accanto alla chiesa, in caso di maltempo, tutto si sposterà nella Basilica della Quercia. 

In memoria di Fabrizio, la famiglia ha istituito una raccolta fondi per donare all’ospedale di Belcolle strumentazioni e macchinari ed è stato anche lanciato il progetto di creare una borsa di studio Erasmus in collaborazione con l’Università degli Studi della Tuscia. 

Fabrizio Bianchini è stato ricordato allo stadio tra gli spalti della “sua” Lazio, sui social, nelle piazze, nelle strade, nei locali che spesso lo hanno visto far serata con gli amici. Lo si ricorderà tra i tavoli come cameriere nel ristorante del fratello, nelle foto spensierate che ancora è possibile sbirciare nel suo profilo social e, guardandole, si scuoterà la testa ancora increduli. 39 anni sono pochi, pochissimi.

Sono stati anni preziosi Fabrizio, noi restiamo qui a vedere come va, tu da lassù abbi un occhio di riguardo per tutti.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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